Antipasti

Insalatina di finocchi, agrumi e mandorle tostate

giovedì, dicembre 30, 2010




Eccomi qua, reduce da questi giorni di festa. Io sono sopravvissuta, il pranzo di Natale è andato bene e complessivamente le giornate sono trascorse senza stress. E a voi come è andata? Vi siete ripigliati dalle grandi abbuffate?
Ormai anche Capodanno è alle porte e così, prima di farvi gli auguri per l'anno che verrà, vi lascio questa ricettina che ho preparato il giorno di S. Stefano: un'insalatina con finocchi e agrumi, arricchita con capperi, olive e mandorle tostate. Io me la sono preparata a S. Stefano, giusto per "purificarmi" un po' e rimanere sul leggero, ma potrebbe essere anche un antipasto alternativo o un piatto adatto ad un brunch per il primo giorno dell'anno.
Con questa ricetta ho partecipato all'inziativa della LAV "Cambia menù", per la quale veniva chiesto di ideare un piatto totalmente veg che si adattasse alla cucina delle feste.
Un saluto a tutti e a rileggerci nel 2011!


Insalatina di finocchi, agrumi e mandorle tostate
Ingredienti per 4 persone
arancia 1
limone1
pompelmo giallo 1
pompelmo rosa 1
mandarini 2
coste di sedano 2
finocchi 2
mandorle a lamelle 2 cucchiai
olio extravergine di oliva 4 cucchiai
capperi dissalati 1 cucchiaio
olive nere 12

Pelate gli agrumi: togliete le calotte e poi eliminate contemporaneamente la buccia e la parte bianca. Per rendere l’operazione più semplice,posizionate la frutta in verticale e fate scendere la lama dall'altro verso il basso. Raccogliete il succo che fuoriesce dalla frutta in una ciotolina e tenetelo da parte.

Pulite i finocchi eliminando la foglia esterna, affettateli finemente e conservate le barbe verdi, affettate quindi anche il sedano a piccoli pezzetti.

In un padellino antiaderente, fate tostare brevemente le mandorle a lamelle, senza aggiungere grassi.

Preparate la citronette, sciogliendo un po' di sale nel succo degli agrumi, aggiungete l'olio, il pepe e sbattete brevemente con una forchetta.

Prendete 4 piatti e su ciascuno posizionate il finocchi, proseguite con gli agrumi, completate con le olive snocciolate e tagliate a metà, i capperi e le mandorle a lamelle tostate. Condite con la citronette e decorate con le barbe del finocchio tritate fini.



Autunno-Inverno

Muffin di S. Stefano e l'augurio di un sereno Natale

giovedì, dicembre 23, 2010


Ormai ci siamo, gli ultimi preparativi, e poi daremo inizio alla "due giorni di festeggiamenti". E voi siete pronti? Io sto vivendo una mattinata di calma quasi irreale: la bimba è dalla nonna e posso dedicarmi alla cucina con tranquillità. Quale occasione migliore per scrivere e per augurare a tutti voi Buon Natale?
Vi abbraccio e vi auguro di passare delle giornate serene, in compagnia delle persone care.

Veniamo al dolce! Nella versione originale questi muffin utilizzano come base gli avanzi del Christmas Pudding, che io ho sostituito con il panettone, ma anche del pandoro andrà benissimo.
C'è nella preparazione una piccola componente alcolica (io ho scelto il Grand Marnier ed arricchito con una grattatina di scorza d'arancia), ma potrete variare, sulla base del vostro gusto, le aromatizzazioni, aggiungendo magari un po' di cannella, o vaniglia.
Questi muffin sono perfetti per accompagnare un tè o un caffè, e si possono congelare, consentendoci così di assaporare un po'dello spirito del Natale, quando le feste saranno passate.


Muffin di S. Stefano
per 6 muffin grandi o 24 minimuffin
elaborazione di una ricetta di Rachel Allen

uovo 1
latte 75 ml + altri 2-3 cucchiai se necessario
burro fuso 25 gr
brandy o whiskey o grand marnier o crema al wiskey 2 cucchiai
panettone avanzato 125 gr
farina 00 125 gr
lievito in polvere 1 cucchiaio
zucchero 75 gr


Preriscaldate il forno a 180°. In un ciotola mescolate, l'uovo, il latte, il burro fuso, la componente alcolica e il panettone sbriciolato.
Setacciate in un'altra ciotola la farina, il lievito e aggiungete lo zucchero, mescolando per bene.
Fate un buco al centro della parte secca e unite la componente umida. Amalgamate gli ingredienti per bene, ed eventualmente aggiungete 2-3 cucchiai di latte. Il composto dovrà essere morbido, soffice.

Con un cucchiaio riempite lo stampo da muffin in cui avrete inserito i pirottini di carta (io uso quello in silicone e riempio direttamente i fori).
Cuocete in forno per 20-25 minuti se optate per i muffin grandi oppure 10-15 se scegliete quelli piccoli.
Lasciate raffreddare brevemente, poi completate il raffreddamento su una griglia.
Cospargete di zucchero a velo e servite.

Autunno-Inverno

Cheesecake di castagne

venerdì, dicembre 17, 2010


Cheesecake classica, cotta al forno, per nulla complicata: si mescolano gli ingredienti alla bell'e meglio e si sbattono sulla base. L'unica seccatura è quella di preparare la purea di castagne, ma si può sempre preparare con qualche giorno di anticipo e conservare sigillata in frigorifero o,  se siamo proprio "presi per il collo", possiamo anche ipotizzare di comprare della purea surgelata.
La ricetta, scovata su una rivista americana, permette di realizzare una torta molto buona e fresca . Trovo che, sia per gli ingredienti utilizzati sia per la sua elegante semplicità, si adatti perfettamente alle, ormai prossime, giornate di festa.In più si può preparare con comodo il giorno prima, e questo per me è sempre un plus.



Cheesecake di castagne
Ingredienti per una torta da 23 cm di diametro

per la base
digestive 250 gr
burro 50 gr

per il ripieno
ricotta 500 gr
zucchero 125 gr
uova 3
tuorli 3
panna 250 gr
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
brandy 2 cucchiai
purea di castagne 350 gr ( per realizzarla potete guardare qui dovreste partire da circa 500 gr di castagne fresche)

Preriscaldate il forno a 140°. Per la base, tritate i biscotti e mescolateli con il burro fuso, Versate il composto in uno stampo a cerniera di 23 cm di diametro, precedentemente ricoperto con della carta da forno, e livellate per bene il composto, aiutandovi magari con il dorso di un cucchiaio.
Mettete in una ciotola capiente tutti gli ingredienti della farcia, e con un frullatore elettrico amalgamate tutti gli ingredienti. Non dovete montarli, ma solo rendere il composto omogeneo.
Versate il composto ottenuto sulla base di biscotti: non vi preoccupate, risulterà molto liquido, ma poi rapprenderà...
Mettete alla base del forno una pirofila con dell'acqua, questa accortezza dovrebbe impedire alla torta di creparsi in fase di cottura e poi infornate a livello medio.
Cuocete, la torta in forno, per 1 ora e 10 minuti, fate raffreddare brevemente, e poi proseguite con il raffreddamento in frigorifero, meglio se per tutta la notte.
Se vi piace, cospargete con un po' di cacao a maro e servite con della salsa al cioccolato o qualche ciuffetto di panna montata.

Autunno-Inverno

Padellata di cotechino, carciofi e patate

venerdì, dicembre 10, 2010


Scusate la latitanza, ma c'è chi sotto le feste è una fucina di idee e iniziative e chi si "incarta" come me tra mille lavori e incombenze, sicché in questi giorni il tempo per scrivere e farvi visita manca quasi totalmente.
Il piatto di oggi non è una  mia produzione, ma una ricetta di "Sale&Pepe" di qualche anno fa (le lettrici più affezionate della rivista la ricorderanno).
Provato quasi per caso,complice un cotechino ricevuto con un cesto natalizio, è diventato un piatto da me molto amato. Ho apprezzato la ricetta, intanto perché è un bel piattone unico, e poi perché ha dei bei colori, un buon connubio di sapori ed è un modo carino per presentare il solito cotechino senza appesantirlo ulteriormente con intingoli o coperture di sfoglia.
A me in generale il cotechino piace fresco. Lo so, la cottura è una barba, ma con la pentola a pressione i tempi si riducono sensibilmente e il sapore ne guadagna. Ovviamente nulla vieta di usare quelli precotti, sono sicuramente una possibile alternativa, decisamente più in linea con i tempi di una famiglia "moderna".

Padellata di cotechino, carciofi e patate
Ingredienti per 4 persone
tratto da Sale&Pepe - gennaio 2009

cotechino 600 gr
carciofi 4
cipolle di Tropea 2
patate 500 gr
limone 1
sale
pepe
erba cipollina
olio extra vergine di oliva 4 cucchiai

Lessate il cotechino in acqua per 3 ore, se utilizzate la pentola a pressione calcolate 1h e 1/2 dal sibilo (ricordate di bucare con una forchetta il cotechino per evitare antipatiche esplosioni).
Nel frattempo lessate le patate per una mezz'ora circa, e una volta cotte, lasciatele intiepidire, sbucciatele e tagliatele poi a pezzetti.
Puite i carciofi, togliete le foglie esterne più dure, le barbe, affettateli e immergeteli in acqua acidulata con il succo del limone.
Scolate il cotechino, lasciatelo raffreddare quasi completamente, eliminate la pelle e tagliatelo a pezzetti.
In un tegame scaldate qualche cucchiaio d'olio, e fate rosolare le cipolle sbucciate e tagliate a spicchi, aggiungete i carciofi, unite un mestolo d'acqua calda e proseguite la cottura per 10 minuti circa. Aggiungete le patate e proseguite la cottura a fuoco vivace per altri 10 minuti, salate e pepate. Alla fine completate con il cotechino a pezzetti, fate scaldare per bene, unite l'erba cipollina e servite.

Autunno-Inverno

Lasagne con zucca, spinaci, e béchamel al formaggio di capra

mercoledì, dicembre 01, 2010


Ci sono pietanze tradizionali, pietanze che, per quanto mi sforzi, tendo a "condire" più o meno sempre allo stesso modo. La lasagna è una di queste. La preparo quasi sempre come la fa mamma, che spazia tra la classica al ragù, per arrivare ai carciofi, funghi o asparagi, seguendo la stagionalità delle verdure.
Quando ho visto la lasagna di cui vi parlo oggi, sono rimasta colpita, mi sembrava veramente originale soprattutto per l'abbinamento dei sapori e così dopo aver apportato qualche modifica eccomi qui a proporvela, chissà che non ispiri anche a voi.
La zucca viene prima passata al forno, e rimane croccantina, corposa, insomma non si sfalda in cottura, il che è decisamente un aspetto positivo.
Il formaggio di capra dà personalità al piatto, ma non sovrasta gli altri sapori,   piuttosto armonizza il tutto.
Sono contenta, adesso ho una "lasagna" in più nella mia collezione privata!

Lasagne zucca e spinaci con béchamel al formaggio di capra
Ingredienti per 4 persone - teglia 25 cm x15 cm
tratto da "Essen & Trinken"

burro 20 gr
farina 20 gr
latte 500 ml
formaggio di capra fresco 100 gr
zucca 400 gr
rosmarino 1 ramoscello
olio extravergine di oliva
spinaci 250 gr
pomodorini ciliegia 150 gr
parmigiano reggiano
sfoglie di pasta fresca grandi 5 ( io ho usato le Sfogliavelo )


Preparate la béchamel: sciogliete in una casseruola il burro, aggiungete la farina e cuocete mescolando per mezzo minuto circa a fuoco medio. Versare il latte a filo, facendo attenzione a non formare dei grumi, e proseguite la cottura a fuoco basso fino a che la salsa si sarà addensata. Salate, pepate e aggiungete il formaggio di capra grattugiato. Mescolate con cura e fate sciogliere il formaggio.
Accendete il forno a 220°, sbucciate e affettate la zucca in fette sottili, condite con olio, sale e rosmarino, disponetele in un unico strato su una teglia e infornate per circa 8-10 minuti. Lasciate raffreddare.
Lavate gli spinaci e sbollentateli, in acqua bollente salata, per alcuni minuti. Scolateli, tritateli, salateli e pepateli, tagliate quindi i pomodorini in 4 parti.
Sbollentate per un minuto le sfoglie, se usate delle sfoglie più spesse rispetto a quelle che ho usato io, regolatevi voi per la cottura.
Prendete la teglia stendete un sottile strato di béchamel, quindi posate le sfoglie, proseguite con spinaci, zucca, pomodoro e béchamel e proseguite fino alla fine degli ingredienti. Completate con dei fogli di lasagna e béchamel. Cospargete con il parmigiano grattugiato e cuocete a 180° per 35-40 minuti.

Autunno-Inverno

Vellutata al sedano

mercoledì, novembre 24, 2010



Oggi, una ricetta molto facile e, a mio avviso, veramente carina. L'autunno scorso, in un ristorante, avevo assaggiato una minestra di sedano e il sapore mi aveva colpito. Era una minestra un po' rustica, con la verdura a pezzetti, e da allora mi ero ripromessa di prepararla quando sarebbe tornato l'inverno.
Domenica, la giornata era piovosa e così, complice anche una montagna di sedano che stazionava nel frigo, ho pensato che il momento fosse perfetto. La ricetta non è quella "originale", ma forse, a conti fatti, mi piace ancor di più.
Niente patate, solo sedano, brodo e un po' di panna. Il risultato è una crema delicata, originale, dal sapore proprio particolare. Io l'ho trovata molto "fine", se mi passate il termine, adatta anche ad una cena di un giorno di festa.
Il tempo che richiede è veramente minimo, quindi se vi piace il sapore del sedano, provate! Sarà una zuppetta in più che potrete preparare nelle fredde giornate invernali.


Vellutata al sedano
Ingredienti per 4 tazze
gambi di sedano (senza foglie) 400 gr
panna 100 ml
brodo vegetale 600 ml
sale
pepe
1 crosta di grana per la cottura (se piace)
prezzemolo per decorare

Affettate finemente i gambi di sedano (tenetene da parte un pezzetto del cuore per la decorazione) e metteteli in una pentola con 600 ml di brodo vegetale e la crosta di grana, se vi piace.
Portate a bollore e fate cuocere a fuoco medio per 20 minuti circa. Una volta che il sedano sarà cotto, aggiungete la panna e frullate. Misurate la quantità di minestra e aggiungete l'acqua calda necessaria per ottenere un litro di vellutata.
Rimettete sul fuoco, aggiustate di sale, e riportate ad ebollizione. Fate sobbollire per un paio di minuti e poi spegnete. Insaporite con un po' di pepe bianco, e servite la zuppa cospargendola con qualche pezzetto di sedano  e il prezzemolo tritato.



Autunno-Inverno

Torta al cioccolato e amaretto di Rosetta

lunedì, novembre 15, 2010


Vi chiederete: "Chi è Rosetta?!?" La Rosy è una mia ex collega. Anni fa mi occupavo di ricerche di mercato presso un istituto della mia città. Si lavorava tanto, i pranzi erano spesso veloci e approssimativi, ma ogni tanto ci si concedeva qualche pausa dolce. Le occasioni potevano essere le più diverse: un compleanno, una ricorrenza particolare, pochi minuti per un caffè e un dolcino, giusto per far fronte a quegli immancabili "cali di zucchero".
Una volta la Rosy, portò questa torta squisita. Era un dolce al cioccolato e amaretto, corposo e umido al tempo stesso, una torta che colpisce i sensi, almeno così la ricordavo.
La ricetta l'ho custodita a lungo, e come spesso accade, non avevo avuto occasione di prepararla.
La settimana scorsa, questa torta mi è tornata in mente, e finalmente mi sono decisa.
Devo dirvi che è esattamente come me la ricordavo: buona, profumata ... ... irresistibile!
Alcuni in famiglia avrebbero voluto accompagnarla con della panna montata, io sinceramente la preferisco in tutta la sua "rustica" semplicità.



Torta al cioccolato e amaretto
Ingredienti per uno stampo da 23 cm di diametro

zucchero 200 gr
mandorle tritate 200 gr
farina 00  150 gr
amaretti 200 gr
burro 200 gr
cioccolato fondente 60% 100 gr
lievito per dolci 1 bustina
uova medie 4
liquore all'amaretto 2-3 cucchiai
pizzico di sale
cacao amaro per decorare

Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, e separatamente fate fondere anche il burro. Lasciate intiepidire.
In una ciotola montate lo zucchero con le uova, fino a che diventeranno gonfie e spumose, aggiungete il burro fuso tiepido, quindi proseguite con la farina setacciata con il lievito. Proseguite con le mandorle tritate, il cioccolato fuso, gli amaretti tritati e infine il liquore. Iniziate con un paio di cucchiai, assaggiate, ed eventualmente aggiungetene ancora uno.
Versate il composto in uno stampo a cerniera da 23 cm ricoperto da carta forno, e cuocete a 180° per 40 minuti circa. Fate la prova dello stecchino per verificare il grado di cottura. Aspettate circa 10 minuti prima di sformare la torta. Lasciatela raffreddare completamente su una gratella e cospargetela con del cacao amaro  prima di servirla. Coperta si conserva bene per un paio di giorni.

Cereali

Couscous con finocchi, pomodorini cilegia e olive nere per "Metti un finocchio a cena"

mercoledì, novembre 10, 2010


Non era questo il post in programma per oggi, ma ho voluto cambiarlo in corsa per poter partecipare ad un'iniziativa proposta da un gruppo di foodblogger contro l'omofobia.
Tutto nasce dalla frase espressa dal Presidente del Consiglio qualche giorno fa: “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay” .
Prendendo spunto dalla manifestazione organizzata il 6 novembre da Arcigay Firenze, che aveva come slogan “porta un finocchio per Silvio" si è pensato in questa giornata di preparare una ricetta a base di finocchi per esprimere il nostro dissenso.
Metti un finocchio a cena
La cosa che più rattrista è che ad esprimere concetti come questo non sia un ragazzino quindicenne che vuole fare il bullotto, ma una carica istituzionale. Avere dei figli cambia la vita in molti modi, ti fa vedere al futuro con occhi diversi. Io guardo al mio paese, e non è quello che avrei voluto per mia figlia, ma ancor di più mi preoccupa il futuro. Preoccupa che in questo paese non si faccia altro che parlare di veline e calciatori, che la moralità sia stata dimenticata da un pezzo, che vengano a mancare valori come la solidarietà, la tolleranza, la condivisione, che si giochi con il futuro dei nostri figli su tutti i fronti, dalla scuola, al lavoro, all'ambiente.

I figli sono il futuro e un paese che non lo capisce è un paese allo sfascio.
Un paese che si permette di deridere un/a omosessuale, è un paese allo sfascio.
Un paese che non dà alle donne pari opportunità (nella classifica della WEF siamo al 74° posto, lontani dal Mozambico (22/o) o il Botswana (62), e poco sopra gli Emirati Arabi e il Giappone), è un paese allo sfascio.
Un paese che non riconosce il valore del lavoro e non gli da dignità, è un paese allo sfascio.

Il presidente dice “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay” , io sono d'accordo con quello che ha detto Vendola l'altro ieri sera da Fazio "molto meglio essere felici".
Scusate, ma quando c'è vo', c'è vo'!
 
La ricetta di oggi si ispira ad un piatto di Donna Hay che preparo spesso come contorno o antipasto vegetariano, per l'occasione ho pensato di assemblarlo in un couscous per ottenere un primo piatto veloce e gustoso.
Potete preparare le verdure in anticipo e completare il piatto all'ultimo momento, ma vedrete non ci metterete più di 20 minuti in tutto!



Couscous con finocchi, pomodorini cilegia e olive nere
Ingredienti per 4 persone

couscous 280 gr
finocchi medi 2
pomodorini ciliegia 10
olive nere piccole (se liguri, meglio) 20
cipolla rossa di tropea 1
brodo vegetale 400 ml
olio extravergine di oliva
sale

Scaldate il forno a 180° ventilato, con la funzione grill. Pulite i finocchi e affettateli sottilmente, salvate le barbe e mettetele da parte. Affettate anche la cipolla e tagliate i pomodori in 4 parti. Trasferite tutte le verdure in una ciotola, salate e condite con l'olio, mescolate per distribuire il condimento in maniera uniforme, versate il tutto su una teglia a bordi bassi e infornate. In circa 10-15 minuti le verdure dovrebbero risultare cotte, giratele a metà cottura.
Quando le verdure saranno quasi pronte, scaldate in una padella un paio di cucchiai d'olio. Versate il couscous, tostatelo per qualche minuto, aggiungete quindi le verdure, rimestate, aggiungete le olive, snocciolate e tagliate a pezzi, e completate con il brodo. Spegnete il fuoco, coprite e lasciate gonfiare il couscous per 7-8 minuti.
Passato il periodo di riposo, preparate i piatti e cospargete con le barbe tritate.

Antipasti

Piadina croccante con zucca, gorgonzola dolce, mirtilli e nocciole

mercoledì, novembre 03, 2010


Quella di oggi non una vera ricetta, ma un piatto che a Trieste non esiteremmo a definire un "zogàtolo", un gioco, uno sfizio insomma.
Visto in rete, con un procedimento un po' più lungo e una base lievitata, mi ha colpito per gli ingredienti: zucca, nocciole, formaggio, e mirtilli essiccati.
Non so dirvi perché, ma mi ha conquistato e ho voluto proprio semplificarlo al massimo usando come base una piadina pronta. Avrei usato la pita, ma non l'ho trovata al super e così, in corsa, mi sono accattata il prodotto tipico romagnolo.
Ebbene, a me è piaciuto un sacco, la vedo benissimo tagliata a spicchi e servita con un aperitivo. E' veloce, originale, e i sapori si sposano alla perfezione.


Piadina croccante con zucca, gorgonzola dolce, mirtilli e nocciole
Ingredienti per 4 persone come antipasto
ricetta vista su Essen & Trinken

pita o piadine 4
zucca 400 gr
gorgonzola dolce 250 gr
rosmarino 2 rametti
nocciole 100 gr
mirtilli rossi essiccati 100 gr
olio extravergine di oliva
sale
pepe

Lavate la zucca, togliete i semi e tagliatela a striscioline sottilissime con la buccia. Tagliate il gorgonzola a cubetti, tritate grossolanamente le nocciole e il rosmarino.
Su una teglia , foderata con della carta forno appoggiate le basi (piade o pite che siano) e cospargetele con la zucca, che condirete con un giro d'olio, sale e pepe, il formaggio, il rosmarino, i mirtilli e le nocciole tritate.
Informate a 250° per 5 minuti circa, fino a quando la base sarà diventata croccante e il formaggio si sarà fuso.
Servite subito.



Autunno-Inverno

"Praline al cioccolato con croccante di castagne" per dirvi grazie

mercoledì, ottobre 27, 2010


Non ho mai festeggiato l'anniversario del blog o il raggiungimento di un certo numero di sostenitori e non perché siano eventi cui non dia rilevanza, ma semplicemente perché me ne accorgo sempre in ritardo.
Questa volta però due cose le voglio scrivere, anche se mi ritrovo nuovamente a rincorrere gli eventi.
Da qualche giorno ho superato i 100.000 visitatori. Forse per molti non è tanto, ma io sono proprio contenta: sapere che tutte queste persone sono passate a vedere le mie pagine, mi fa veramente piacere.
Da quando ho iniziato a scrivere questo blog di cucina, oltre a molte persone carine e simpatiche ho scoperto anche un bellissimo patrimonio culinario. Il nostro paese è pieno di ricette magnifiche che si arricchiscono di esperienze familiari: ci sono moltissime persone dotate che, pur conducendo delle vite "normali", riescono a realizzare dei piatti strepitosi, o raccontano con semplicità una cucina quotidiana che farebbe invidia a molti ristoranti di altri paesi europei.
Mi piacciono tutti questi scambi, questi stimoli continui, che arrivano persino da persone che vivono molto lontano, e che propongono contaminazioni della cucina italiana con tecniche e sapori esotici, oppure piatti a noi sconosciuti, ma adattati in qualche modo al nostro gusto.
Grazie a tutti, a chi viene e lascia un commento, e anche a chi non lo fa: un grazie di cuore a tutti voi!

La ricettina di oggi l'ho scovata qui , volevo preparare uno sfizio per mia suocera, grande amante delle castagne.
Devo ammettere che queste praline sono una delizia anche per le persone che, come me, non apprezzano eccessivamente i dolci di castagne e al massimo si mangiano qualche caldarrosta ogni tanto.
Le modifiche apportate sono minime: per pelare le castagne ho scelto di bollirle, ma ho scoperto, in fase di esecuzione che avrei potuto cuocerle al forno ottenendo lo stesso risultato in un lasso di tempo decisamente più contenuto! Vi avevo detto che ho poca dimestichezza con le castagne :-).
Vista la fatica, ho fatto una quantità di purea sensibilmente superiore a quella necessaria per la ricetta; l'ho congelata in modo da averla pronta per qualche altra preparazione.
Ah,quasi dimenticavo, bisogna iniziare a preparare i dolcetti un giorno in anticipo.


Praline al cioccolato con croccante di castagne
Ingredienti per 18 pezzi

cioccolato fondente 52% di cacao 80 gr (io 70% )
cioccolato al latte 50 gr
latte 50 ml
burro 15 gr
purea di castagne 25 gr (castagne, estratto naturale di vaniglia, zucchero a velo, latte sufficiente a coprirle)

Per il Croccante di castagne
castagne pulite 50 gr (ca. 80 gr con guscio)
noci 25 gr
zucchero 100 gr

Il giorno prima di servire i dolcetti, preparate la purea di castagne.
Incidete le castagne a croce e mettetele a bollire per 50 minuti in acqua leggermente salata,o meglio ancora infornate a 200° per 20 minuti circa.
Sbucciate le castagne ancora calde, togliendo il guscio e la pellicina, coprite con del latte, unite qualche goccia di estratto naturale di vaniglia e fate cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti o comunque fino a che diventeranno morbide. Frullate le castagne fino ad ottenere una purea morbida, zuccherate secondo il vostro gusto con dello zucchero a velo.
Per il croccante, tritate grossolanamente le castagne e le noci. In un padellino antiaderente, tostate la frutta per 5 minuti a fuoco basso, unite quindi lo zucchero e fate caramellare. Non preoccupatevi troppo, "dell'estetica" l'unica cosa importante è non fare bruciare il caramello, che rischierebbe di diventare amaro.
Trasferite il composto su della carta forno, lisciate lievemente con la lama di un coltello leggermente unto d'olio vegetale e lasciate raffreddare. Tritate grossolanamente nel tritatutto.

Per la realizzazione delle praline, spezzettate il cioccolato al latte e quello fondente.
Portate ad ebollizione il latte con il burro, quindi togliete la padella dal fuoco. Aggiungete il cioccolato e mescolate finché risulta sciolto. Incorporate al composto di cioccolato metà del croccante e lasciate consolidare per circa 12 ore in frigorifero.
Prendete la purea di castagne e create delle piccole sfere, che conserverete su un piatto coperte con della pellicola trasparente in frigorifero.

L'indomani prelevate del composto di cioccolato con un cucchiaino, fate una piccola fossetta al centro e infilate la pallina di purea di castagne.
Vi consiglio di sistemare le palline ancora aperte su un vassoio e riporle in frigorifero affinché rassodino un po'. Dopo una mezz'ora circa recuperate il vassoio e completate l'operazione: con le mani leggermente bagnate formate le palline lasciando la purea di castagne all'interno.
Passatele nel croccante, in modo da coprirle completamente e poi sistemate al fresco per almeno un paio d'ore.


Un grazie anche a Kristina per aver pensato a me per la "Staffetta dell'Amicizia".

Colazione - Merenda

Un Nastro Rosa

lunedì, ottobre 18, 2010



Anche "Colazioni a letto" si unisce ai tanti blog che hanno aderito alla campagna organizzata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e, presso tutti i punti Lilt, sarà possibile effettuare delle visite senologiche.
Fissare una visita è semplice, basta contattare il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare l'elenco degli ambulatori LILT sul territorio italiano nel sito http://www.lilt.it/ per individuare qual è il centro più vicino a voi.

Fermiamoci un attimo e prendiamoci cura di noi, facciamo in modo che questi momenti di controllo diventino una sana abitudine nella nostra vita.

Per l’occasione ho preparato dei Butterfly Cake con panna ai lamponi. La base della ricetta è quella che avevo già pubblicato qui. Questa volta ho sostituito il latte con il kefir ( e devo dire che il gusto ci guadagna) e il top con una panna aromatizzata ai lamponi.





Buttefly Cake con panna ai lamponi
Ingredienti per 12 pezzi

farina 185 gr
lievito in polvere 3 cucchiaini
burro morbido 125 gr
zucchero 145 gr
uova 2
kefir 125 ml (al posto del latte previsto nella ricetta originale)
essenza di vaniglia 1 cucchiaino
sale un pizzico

Per decorare

panna montata 250 ml
lamponi freschi o surgelati 4-5 cucchiai
zucchero a velo

Setacciate la farina con il lievito, unite il burro ammorbidito, lo zucchero, la vaniglia, le uova, un pizzico di sale e il kefir. Amalgamate il tutto con una frusta elettrica o con un cucchiaio di legno, fino a quando il composto diventa omogeneo.
Preriscaldate il forno a 180° e mettete dei pirottini di carta in uno stampo per muffin da 12. Riempite i pirottini per 2/3 e informate per 15’ circa, fate la prova dello stecchino per verificare il grado di cottura.
Sfornate, lasciate intepidire i dolcetti.

Montate la panna, zuccheratela e unite i lamponi frullati. Decorate la superficie delle tortine con la panna montata aromatizzata. Togliete le calottine ai dolci e tagliatele in due per creare le ali della farfalla. Spolverizzate con lo zucchero a velo.

Pane e focacce

Pane al pomodoro profumato all'aglio e basilico per il WBD#5

sabato, ottobre 16, 2010



Sul filo di lana, ci sono anch'io. Anche quest'anno partecipo al World Bread Day, arrivato alla sua quinta edizione.
Questo pane è stata una piacevole sorpresa. Mi sono ispirata ad una ricetta, che mi aveva incuriosito all'interno del libro "365 ricette per la macchina del pane",  della quale ho utilizzato l'impasto di base.
Dopo un innamoramento iniziale, in fase di lavorazione il prodotto non mi soddisfava pienamente: più di tutto trovavo il colore molto deludente.
La svolta è avvenuta in fase di cottura: il profumo di pane e aromi ha riempito la casa e, una volta sfornato, la prova assaggio è stata una vera rivelazione.
Questo pane ha una consistenza molto particolare probabilmente dovuta all'utilizzo delle tre farine unite al pomodoro; è un pane croccantino fuori e molto morbido e ricco all'interno.
Vi dico solo che non mi sono controllata e ho mangiati subito 2  !  :-))))





Ingredienti per 8 panini

acqua 200-210 gr
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e 1/2
zucchero 1 cucchiaino
sale 1 cucchiaino
passata di pomodoro 40 gr
semola di grano duro 100 gr
farina bianca 0 125 gr
farina bianca 00 125 gr
lievito di birra 8 gr

Per insaporire
aglio 3 spicchi tritati fini
olio extravergine di oliva 2 cucchiai
basilico tritato 2 cucchiai

Sciogliete in lievito di birra in poca acqua tiepida e aggiungete lo zucchero.
In una ciotola versate la farina setacciata, create un buco al centro, versate il sale, l'olio, unite il lievito e l'acqua necessaria ad ottenere una pasta soffice. Fate un taglio a croce, coprire con pellicola trasparente e lasciate lievitare per un paio d'ore o comunque fino al raddoppio, in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria.
In alternativa (ed è quella che io preferisco) versate i liquidi nella macchina del pane, seguiti dalle componenti secche e azionate il programma impasto (quello che solitamente dura 1:30h).

In una ciotolina, mescolate l'aglio tritato, il basilico e l'olio.
Una volta che l'impasto è lievitato, dividetelo in 8 parti, create per ciascun pezzo dei rettangoli e tagliate il lato corto inferiore in 5-6 strisce. Ponete al centro della parte piana, circa mezzo cucchiaio di condimento, ripiegate il lato corto superiore verso il basso, in modo da racchiudere il trito aromatico e poi ripiegate le striscioline verso l'altro (per vedere tutto il procedimento per benino cliccate dalla signora qui).
Cospargete i panini con il trito avanzato e lasciate lievitare in un luogo riparato per mezz'ora circa.
Infornate in forno ventilato, a 180°, per 15 minuti circa.

Varie

42^ Barcolana in compagnia di Olivia & Marino

venerdì, ottobre 15, 2010




Conoscete La Bottega di Olivia&Marino? Sì, sì: parlo di quei deliziosi prodotti da forno, schiacciatine, sfoglie, sfilati. Ho conosciuto questi prodotti della Pavesi in tempi relativamente recenti, grazie ad uno stand presente nella stazione di Venezia e, da allora , ne sono diventata totalmente dipendente.
Buoni per un aperitivo, sono ottimi anche da soli e sicuramente più sani di un pacchetto di patatine.
Le sfoglie sono il mio punto debole, devo fare forza su me stessa per non finire la confezione. Tutto questo per dire che qualche tempo fa mi ero iscritta al loro blog e avevo lasciato i miei dati, mi piaceva il loro modo di gestire il sito e le iniziative legate agli Itinerari dello sfizio.

Quando giovedì sera della scorsa settimana ho letto la posta e mi sono trovata un invito per un'uscita in barca a vela ho dovuto concentrarmi per bene e rileggere con calma il messaggio.
Alla 42^ Barcolana in compagnia di Olivia&Marino. Chi l'avrebbe mai detto? La vita a Trieste è molto piacevole, ma la città rimane lontana più o meno da qualsiasi cosa, per tale motivo le opportunità di partecipare a eventi sono assolutamente limitate.
Comprenderete, quindi, con quanto stupore ho appreso che Olivia&Marino aveva deciso di sponsorizzare una barca e concorrere alla 42^ Barcolana.
Nel corso della giornata di sabato sarebbe stato possibile partecipare a un'uscita in barca con aperitivo finale, si trattava solo di scegliere se uscire al mattino o al pomeriggio. Ho optato per il mattino.

Sabato mi sono svegliata elettrizzata: devo ammettere che, pur essendo triestina, non avevo mai avuto l'opportunità di uscire in barca a vela nel golfo di Trieste.
La giornata era fredda, ma bellissima, con un bel vento e il cielo sereno.
Arrivata all'ormeggio, puntuale alle 10:15 (anzi, forse anche un po' in anticipo ;-) ), proprio di fronte alla Piazza Unità d'Italia (la principale piazza della città), ho ritrovato un amico che faceva parte dell'equipaggio: che Trieste non sia una metropoli lo si capisce anche da questo. La barca era molto bella, un 15 metri che aspettava solo di salpare. Oltre allo skipper c'erano 3 marinai e altri 9 compagni di viaggio.
Abbiamo veleggiato per un paio d'ore, l'esperienza è stata veramente indimenticabile, solo il rumore delle onde e delle sartie che sbattono sugli alberi, il vento che scompiglia i capelli e sferza la faccia.

Alle 12:30 siamo tornati al porto, in tempo per un aperitivo a base di schiacciatine e sfoglie offerte dallo sponsor, accompagnate da affettati e formaggi locali. Un Prosecco per brindare alla mattinata e ad Olivia&Marino che hanno organizzato in maniera veramente deliziosa questo incontro.
Grazie, è stata un'esperienza che non dimenticherò.
Ed ecco alcune foto della giornata.


Ore 9:00: inizia una nuova giornata  



Lupi di mare               


Equipaggi     


L'equipaggio di Olivia&Marino     

Compagni di "viaggio" 
  


In navigazione      



Qui trovate il resconto delle giornate fatto da La Bottega di Olivia & Marino

Kefir

Il lievito naturale al kefir e il pane e la pizza "senza impastare": poca fatica, molta soddisfazione

lunedì, ottobre 11, 2010



Come vi ho anticipato nel post precedente Libera, oltre al funghetto di kefir mi ha portato anche un po' della sua pasta madre.
Prima di salutaci, mi ha dato due dritte su come farla rinvenire, visto che me ne stava dando una parte congelata in precedenza, ho memorizzato i passaggi e mi sono detta: ce la posso fare.
Siii, hai trovato. Mi sono impegnata, lo GIURO Libera, ma dopo alcuni giorni in cui praticamente non ho mai riposto l'asse, e il sacchetto della farina, giorni in cui ho nutrito con miele e tanto amore il "blobbino" che mi era stato dato in affidamento, questo mi ha abbandonato.
Mi sono sentita un po' in colpa per aver annientato un lievito madre di vecchia data, ma mi son detta che mi stava bene, che il percorso del lievito madre me lo dovevo fare da sola, tutto e senza "barare".

Ora, visto che il momento di dedicarmi al lievito madre non è ancora arrivato, mi sono ingegnata come potevo e ho trovato questo bel metodo per ottenere del lievito naturale dal kefir (ma immagino funzioni benissimo anche con lo yogurt, qualcuna di voi ha voglia di provare?) da utilizzare poi per preparare del "pane senza impastare".
Che dire? La quintessenza della pigrizia: ci si mettono 5 minuti all'inizio, e forse altri dieci al massimo nella seconda fase per ottenere un bel panotto .
Ne esce un pane un po' rustico, super digeribile, quei tipi di pane che mi ricordano tanto il pane di casa di un tempo.

Vantaggi:
  • è un pane a lievitazione naturale comodo: si può panificare da subito, senza bisogno di rinfreschi e controlli
  • poca fatica: non bisogna impastare a lungo e non si utilizzano attrezzature particolari 
L'unico svantaggio la programmazione, che richiede di "partire" con il primo impasto un paio di giorni prima del giorno previsto per la panificazione.

Siccome ad usare questo lievito ci ho preso parecchio gusto, ho pensato di prepararci anche la pizza e funziona, ovviamente, a meraviglia. La base è la stessa, quindi si può ipotizzare di fare un pane più piccolo e usare metà impasto per farci 2 pizze. Trovate più in basso alcune foto e indicazioni sull'argomento.

PRIMA FASE
"Starter o lievitino"
kefir 150 gr
farina forte 0 150 gr
miele 1 cucchiaio

In una ciotola molto capiente mescolate con un cucchiaio tutti gli ingredienti solo il tempo necessario ad amalgamare tutto. Coprite con un telo e fate lievitare fino a che l'impasto sarà raddoppiato di volume. L'operazione potrà avvenire in 1-3 giorni, dipenderà dalla temperatura.
Io ho scelto di riporre l'impasto nel forno a microonde (spento :-) ) e l'ho lasciato riposare per 2 giorni. Ogni 24 ore circa date una mescolata all'impasto, quindi io ho rimestato una sola volta dopo le prime 24 ore.
Ricordatevi che nella stessa ciotola in cui preparate il lievitino dovrete poi aggiungere il resto della farina, quindi regolatevi di conseguenza sulle dimensioni.

SECONDA FASE
Pane senza impastare
per la realizzazione di 1 pagnotta di circa 900 gr

lievitino o starter al kefir
farina forte 0 400 gr
sale 2 cucchiaini
olio extravergine di oliva 2 cucchiai
acqua circa 250 ml
semini vari secondo il proprio gusto e a volontà (girasole, zucca, sesamo, cumino etc)
pirofila in pyrex o ceramica

Nella ciotola in cui avete preparato il lievitino aggiungete la farina, il sale e l'acqua tiepida necessaria ad ottenere un impasto morbido.
Mescolate con un cucchiaio di legno, otterrete una palla piuttosto umida e appiccicosa.
Se l'impasto risultasse troppo asciutto aggiungete poca acqua o al contrario se fosse veramente troppo umido mettete ancora un po' di farina.

Trasferite il composto su un piano di lavoro infarinato (io ho usato in questo caso un po' di semola) e fate delle pieghe, cioè tirate la pasta dal bordo esterno verso il centro per tutta la circonferenza.
Ponete l'impasto nella pirofila ben oleata, oleate lievemente la superficie della pagnotta e cospargete con semi e sale secondo il vostro gusto. Coprite il contenitore con della pellicola ben oleata e fate lievitare al riparo da correnti d'aria per almeno 2-3 ore.
Il pane senza impastare andrebbe cotto per circa 30 minuti a 220° coperto e poi per altri 15 scoperto.
Io ho scelto di cuocere scoperto, in forno statico, preriscaldato a 220°, per 45 minuti circa.

NOTE:
  • scegliete un contenitore bello ampio perché il pane cresce parecchio
  • le pieghe dovrebbero andare verso l'alto nello stampo, io ho sbagliato e le ho rivolte verso il basso, francamente non ho notato differenza e il pane è lievitato ugualmente







PIZZA CON LIEVITO NATURALE AL KEFIR
per 4 pizze o 2 teglie rotonde da 30 cm
Arrivate fino al punto in cui l'impasto viene trasferito sul piano di lavoro e poi decidete quale tipo di pizza intendete fare.
Io ho provato due versioni: una sottile e una più soffice in teglia. A noi sono piaciute entrambe ...

Ho iniziato con qualche piega



Poi per la pizza in teglia

Trascorso il tempo di lievitazione, "condite" a piacere e infornate. Io uso il forno ventilato a 200°.





Per la pizza sottile e croccante


A questo punto stendete, "condite" a piacere e infornate (quella che vedete nella foto è stata cotta nel fornetto per la pizza)

Colazione - Merenda

Muffin morbidi al cacao e kefir

lunedì, ottobre 04, 2010


Qualche settimana fa ho adottato un funghetto di kefir. Il piccolino mi è stato regalato da Oxana e consegnato a mano da Libera.
Il funghetto si comporta bene, e ogni 24-48 ora mi fornisce dell'ottimo latte fermentato, che ho iniziato ad utlizzare in vari modi.
La presenza del kefir conferisce una straordinaria morbidezza alle diverse preparazioni e in fase di cottura il sapore lievemente acidulo scompare completamente.
Ho trovato questi muffin di Annamaria (per la sua ricetta vedete qui ) e li ho adattati sostituendo il latte e lo yogurt con il kefir, per l'appunto, e aggiungendo del cacao.
Il sapore è eccezionale, me ne sono venuti 12 piccoli e 2 giganti. Ero curiosa di vedere come sarebbero usciti quelli grandi e beh, devo dire che sono veramente di soddisfazione: la prossima volta ne faccio di meno e tutti grandissimi.
Lo stesso venerdì 13 in cui ho adottato il kefir, Libera mi ha consegnato anche un po' della sua pasta madre, ma questa è una storia di cui vi parlerò la prossima volta...



Muffin morbidi al cacao e kefir
Ingredienti per 16 muffin piccoli o 8 grandi

farina 00 330 gr
zucchero 160 gr
cacao amaro 30 gr
uova grandi 2
kefir 200 gr ( nella ricetta originale 50 ml latte e 150 gr di yogurt bianco)
olio di semi 100 gr (io ho usato quello di girasole)
un pizzico di sale
lievito chimico 2 cucchiai rasi

Per decorare:
a piacere: granella, arancia candita, smarties

Mettete in una ciotola tutto gli ingredienti secchi, mescolati per bene. In un altro contenitore amalgamate tutti gli ingredienti umidi.
Versate l'impasto liquido in quello secco e mescolate fino a che otterrete un composto omogeneo e senza grumi.
Adagiate in uno stampo da muffin dei pirottini di carta e versateci dentro il composto riempendoli per 3/4, decorate a piacere e cuocete, per 15 minuti circa, a 180° nel forno statico.

NOTE: per i muffin più grandi ho utilizzato uno stampo in silicone con spazi piuttosto profondi, sembrano quasi dei mini-panettoni, tanto per intenderci.


Autunno-Inverno

Zuppa cremosa al kren

mercoledì, settembre 29, 2010


Settimana intensa quella appena trascorsa, la Camilla è entrata nella routine della materna: nuovi amici, nuove abitudini per tutta la famiglia. Le giornate sono super intense, la piccina arriva a sera stanca morta e, a dire il vero, anche noi grandi siamo piuttosto provati, sicché sono riuscita a fare poche visite tra gli amici di blog e ho sperimentato poco in cucina.
L'elenco dei piatti da provare si allunga sempre più, ma prima o poi, li faccio tutti !
La zuppetta di oggi è un piatto economico, velocissimo, molto facile e indubbiamente dedicato agli estimatori del rafano. Il sapore pungente della radice si sente nettamente, ma al tempo stesso è una zuppa cremosa, avvolgente e si adatta perfettamente alle umide serate autunnali.

Zuppa cremosa al kren
Ingredienti per 4 tazze

fette di pane senza crosta 4
burro 80 gr
rafano fresco 70 gr + 1 cucchiaio extra per la decorazione
farina 2 cucchiai
brodo vegetale 1/2 litro
panna fresca 1/8
sale
erba cipollina

Tagliate il pane a cubetti e tostatelo in 40 gr di burro.
Lavate la radice di kren (o rafano), pelatelo e grattugiatelo finemente (io utilizzo un tritatutto elettrico).
In una casseruola sciogliete il burro rimasto e soffriggete brevemente la farina, aggiungete il brodo continuando a mescolare. Cuocete la crema per 15 minuti.
Aggiungete a questo punto il rafano, la panna e aggiustate di sale. Proseguite la cottura per alcuni minuti.
Versate la crema ottenuta nelle 4 tazze, decorate con l'erba cipollina, un po'di kren grattugiato e completate con il pane tostato.

NOTE: la porzione è, secondo me, scarsina, ne vien fuori proprio una tazza, forse per 4 persone troverei più azzeccato prepararne una dose e mezza.

Nutella

La "tarte" alla Nutella di Pierre Hermé

martedì, settembre 21, 2010



A casa nostra una cosa è certa: il vaso di Nutella da 800 gr non manca mai. Quando arriviamo a metà mia figlia inizia già a tarmare: "Bisogna companne un'alto, mamma. Vedi? Questo è quasi finito!" E certo, perché quel mezzo chilo di crema spalmabile, in effetti si finisce in un attimo!
Questa torta appartiene a Pierre Hermé e racchiude in un guscio di frolla un ripieno di morbida crema al cioccolato aromatizzata alla nocciola.
Devo ammettere che ne esce una torta strepitosa, con quel guscio croccante e quel ripieno ricco e così appagante. Io ho utilizzato una frolla al cacao, che avevo conservato in freezer, ma potete utilizzare la vostra frolla abituale o partire anche da una frolla pronta e già stesa di quelle pronte in commercio.

Un piccolo saluto alle amiche foodblogger, che ho avuto occasione di incontrare venerdì scorso: Libera, Kris e Gabri. Il tempo è stato terribile, dire che pioveva è limitativo, ma non importa perché l'incontro si è rivelato molto piacevole. E' stato un pranzo divertente, il clima è diventato subito festoso, quasi da gita scolastica.
Da brava cialtrona non ho portato la macchina fotografica: mi rifarò la prossima volta, anche perché devo vendicarmi delle foto della Gabri ;-) !


Tarte alla Nutella di Pierre Hermé
Ingredienti per una torta da 22 cm

1 guscio cotto di frolla da 22 cm
nutella 200 gr
cioccolato fondente 140 gr
burro 200 gr
uovo grande 1  (a temperatura ambiente)
tuorli d'uovo grandi 3  (a temperatura ambiente)
zucchero 2 cucchiai
cacao amaro ( per decorare)

Preriscaldate il forno a 190°. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e il burro separatamente. Lasciate raffreddare.
Distribuite la nutella alla base della torta. In una ciotola incorporate i tuorli e l'uovo sbattuti con una forchetta, al cioccolato fuso e raffreddato. Aggiungeteli delicatamente, poco alla volta, unite quindi lo zucchero e alla fine il burro fuso. Mescolate, sempre con calma, e aspettate che il burro sia stato assorbito, prima di aggiungerne dell'altro.
Cuocete la torta per 11 minuti. La parte esterna del dolce dovrebbe rapprendersi, mentre quella centrale dovrebbe rimanere un po' più morbida. Lasciatela raffreddare prima di estrarla dallo stampo. Io l'ho cosparsa con un po' di cacao amaro. Si conserva molto bene in frigorifero per alcuni giorni.

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