martedì 30 marzo 2010

Panini morbidi con ovetto a sorpresa


Quella di oggi, più che una ricetta è un'idea, a mio modo di vedere, molto carina trovata sul sito della rivista tedesca Essen & Trinken.
Si tratta semplicemente di un panino morbido nel quale viene nascosto un ovetto dolce, che può essere di cioccolato, di zucchero, quello che più ci piace.


Le declinazioni di questa preparazione possono essere diverse: si può inserire un ovetto solo in uno dei panini e vedere chi è il fortunato che trova la "sorpresa" oppure prepararli con uova di colori diversi, possono poi essere decorati con delle glasse di zucchero, ottenendo così un effetto molto simpatico.

Io ho scelto le uova di cioccolato al latte ripiene di cioccolato bianco, perchè mi sembravano più adatte a mia figlia, ma se avessi in casa una bimba un po' più grande o le avessi preparate solo per degli adulti, probabilmente mi sarei indirizzata sulle uova di zucchero, ripiene di cioccolato: credo che possano reggere meglio in fase di cottura.

Le uova di cioccolato, al contrario tendono a sciogliersi, e anche se risolidificano quando il panino raffredda, perdono comunque la forma iniziale.



Per l'involucro ho utilizzato una ricetta per treccia, e mi sono fatta aiutare dalla macchina del pane, ma andrà bene qualsiasi impasto dolce vi piaccia.


Panini dolci con ovetto a sorpresa

Ingredienti per 10 panini circa


latte 225 gr
tuorlo d'uovo 1
burro morbido a pezzetti 20 gr
sale 1/2 cucchiaino
zucchero 50 gr
farina bianca 0 450 gr
lievito di birra 12 gr

Per farcire e lucidare
ovetti al cioccolato
10-12
latte e zucchero qualche cucchiaio


Stemperate il lievito in un po' di latte tiepido, quindi se utilizzate la macchina del pane, versate tutti gli ingredienti nel cestello e predisponete il programma impasto (1:50 ca).
Se, invece, procedete a mano, versate la farina in una ciotola assieme a tutti gli altri ingredienti e iniziate a impastare fino a che otterrete una sfera morbida e liscia. Coprite e fate lievitare al caldo fino al raddoppio.

Una volta passata la fase di lievitazione, stendete la pasta in un rettangolo altro poco più di 1 cm e con un bicchiere ricavate dei cerchi.
Al centro di ogni cerchio depositate un piccolo ovetto di cioccolato e chiudeteli formando delle palline che "pinzerete" con le dita sul fondo per sigillarli.

Ponete i panini ottenuti su una teglia ricoperta di carta forno e fate lievitare nuovamente, coperti, fino al raddoppio. Prima di infornare spennellate i panini con un po' di latte in cui avrete stemperato qualche cucchiaio di zucchero.
Cuocete i panini in forno a 180° per 10-15 minuti circa, o comunque fino a che avranno assunto una bella colorazione.

Si possono anche conservare in un sacchetto di plastica o congelati in freezer, ma sono sicuramente migliori il giorno in cui vengono sfornati.

giovedì 25 marzo 2010

"Oshibori Origami" - Un coniglietto alla mia tavola


Nei ristoranti giapponesi è consuetudine offrire agli ospiti degli Oschibori prima dell’inizio del pasto. Gli Oschibori altro non sono che delle salviette di spugna umidificate che vengono utilizzate per pulirsi le mani prima di iniziare a mangiare.

Forse vi sarà capitato, durante qualche viaggio aereo intercontinentale, di ricevere al vostro risveglio al mattino una salvietta tiepida, oppure come è capitato nel nostro ultimo viaggio in Thailandia, vedervi offrire una salvietta fresca e profumata al vostro arrivo all’albergo.
Trovo che il gesto di offrire una spugna calda o fredda, a seconda del periodo dell’anno, sia un gesto molto garbato e così, poiché proprio in Thailandia la forma che avevano dato alla salvietta era molto particolare ho voluto approfondire l’argomento.
Ho scoperto così dell’esistenza dell’Oschibori Origami, ossia la tecnica di dare delle forme alle salviette come si fa per il più noto Origàmi: l'arte di piegare la carta.
Mi si è aperto un mondo di forme, e così osservando le diverse immagini e figure ho trovato questo coniglietto che si addice perfettamente al periodo pasquale.
Ho voluto provare a farne una versione “calda” e una “fredda” e le ho profumate entrambe.

Necessario:
salviette di spugna di cm 30 x cm 30 ( vanno benissimo le lavette dell’Ikea, reparto bambini)
essenza profumata
acqua

1 pentola

L'immagine si riferisce alle lavette dell'Ikea


Profumazione:
Prendete una pentola d’acqua e portatela ad ebollizione, spegnete il fuoco e versateci delle gocce dell’essenza profumata che avete scelto.
Io ho usato del lemongrass, ma potete andare anche sulla lavanda, sull’arancio amaro o sulla rosa; potete anche decidere di non profumare l'acqua.
Immergete le salviette di spugna nell’acqua e lasciatele in infusione per una decina di minuti, il tempo di dar modo alle spugne di assorbire l’essenza.

Piegatura:
A questo punto strizzate i teli e procedete con la piegatura, che potrà essere semplice o più fantasiosa.
Per idee e suggerimenti potete andare a questo link e troverete moltissime idee più o meno “eleganti”. Se ci andate e guardate sull’immagine censurata capirete a cosa faccio riferimento …

Temperatura:

Salviette calde:
le salviette calde possono venir servite subito o in alternativa “ravvivate” con il vapore. In questo modo potete prepararle in anticipo.
Se scegliete questa strada, conservate la prima acqua di immersione e scaldatela in una pentola che coprirete con un cestello a vapore. Ponete sul cestello le salviette piegate, coprite e conservatele così fino al momento di offrirle agli ospiti.


Salviette fredde: piegate le salviette, trasferitele in freezer per 10 minuti circa, quindi passatele in frigorifero, coprendole con uno straccio umido. Anche in questo caso, potete salvare l’acqua di immersione e nebulizzarla all’ultimo prima di offrirle agli ospiti.


Ovviamente potete anche decidere molto semplicemente di arrotolare le salviette, ottenendo così una forma più lineare e sobria.



Qui trovate il video per la realizzazione del coniglietto:

mercoledì 24 marzo 2010

Insalata di carciofi e finocchi con germogli misti


Ho ceduto anch'io, e finalmente mi sono data ai germogli. Da tanto, tantissimo tempo, avevo in mente di riutilizzare i vecchi contenitori di plastica delle verdure, poiché da più parti in rete, veniva assicurato un bel risultato.

Il germogliatore a casa nostra manca e, francamente, credo di poterne fare a meno. Mi conosco, non sarò mai una che i germogli li consuma con regolarità, quindi mi son detta "perché non provare con il riciclo delle confezioni di verdura del super, al massimo avrò buttato qualche seme".

Mi sono diretta in un negozio bio e sono uscita con una bustina mista di semi di rafano, lenticchia e fagiolo mungo. L'impresa ha avuto successo: in 6 giorni ho avuto il mio raccolto, che ho tramutato in un'insalata. Le verdure vengono saltate in padella e mescolate, una volta fredde, con i germogli, ottenendo un piatto dalle consistenze veramente particolari.

La ricetta utilizzata per servire i miei germogli l'ho trovata su questo libro che, oltre ad offrire dei suggerimenti sul consumo, fornisce anche molte informazioni sulla coltivazione e le proprietà dei diversi semi.

Ovviamente mio marito non ha mancato di farmi notare che era possibile acquistare, ad un prezzo contenuto, i germogli belli e pronti, ma dico io: vuoi mettere la soddisfazione????


Insalata di carciofi e finocchi con germogli


Ingredienti per 4 persone

carciofi
4
finocchio 1
cipolla 1
peperoncino 1
germogli misti 80 gr (io ho utilizzato un misto di lenticchia, rafano e fagiolo mungo)
olive nere 50 gr
succo di 2 limoni
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
sale

Pulite i carciofi: divideteli a metà, togliete le foglie esterne più dure, eliminate la barba e infine metteteli in ammollo in acqua e il succo di 1 limone.
Eliminate le foglie esterne del finocchio, tagliatelo in 4 parti e poi a fette sottili. Affettate la cipolla e scolate i carciofi.
Scaldate l'olio in una padella e fate saltare le verdure a fuoco medio per circa 10 minuti.

Le verdure dovranno essere cotte, ma ancora croccanti. Trasferitele in una insalatiera e fatele raffreddare.
Aggiungete i germogli puliti, le olive senza nocciolo, affettate e condite con sale e il succo del limone.Servite subito.
Se volete preparare l'insalata in anticipo, cuocete prima le verdure e assemblate e condite solo all'ultimo momento.



ALCUNE NOTE SULLA GERMINAZIONE:

PER INIZIARE: 3 contenitori di plastica utilizzati dai supermercati per la vendita delle verdure, 1 bustina di semi per germinazione che si trovano nei negozi bio (circa 1,40-1,70 euro)
Preparazione delle vaschette – Una vaschetta serve da base. Sulla seconda vengono praticati dei piccoli fori necessari perché l'acqua di irrigazione possa defluire tranquillamente e viene posta sopra la prima. L'ultima verrà capovolta e servirà a creare un effetto serra.
Un cucchiaio e mezzo di semi dovrebbe essere sufficiente a coprire la vaschetta

PRIMA FASE: PREGERMINAZIONE – Questa fase va fatta per ogni tipo di seme e consiste nel mettere a bagno per 12 ore i semi. Devono venir coperti dall’acqua (io ho usato una tazza).

GERMINAZIONE - Prendete i semi, sciacquateli e disponeteli in un unico strato sulla vaschetta forata, ponete la seconda vaschetta sopra la prima, bagnate uniformemente con un bicchiere d'acqua e usate l'ultima vaschetta come coperchio.

A questo punto coprite tutto con uno strofinaccio e tenete al caldo. Io li ho lasciati in cucina.
Ricordate di bagnare i germogli 2-3 volte al giorno, d'estate fino a 3-4. I germogli devono rimanere sempre umidi, ma non devono galleggiare nell'acqua, l'acqua deve sempre drenare nella vaschetta inferiore, questa operazione è necessaria per evitare che si formino delle muffe.
L'acqua che filtra potrebbe colorarsi un po'. Non c'è da preoccuparsi, è solo il colore rilasciato dai semi.
Dal terzo giorno, togliere lo strofinaccio e far passare la luce.
Dopo 6 giorni: la raccolta.
Da 1 cucchiaio e ½ di semi ho ottenuto 100 gr di germogli misti. Una bustina dovrebbe bastare per 3 raccolti circa.
Ovviamente è possibile anche impilare più contenitori per una semina più abbondante, dipende dalle vostre esigenze e consumo.
I germogli si conservano in frigorifero per 10 giorni circa, ma ovviamente sarebbe meglio consumarli in un lasso di tempo più contenuto.




venerdì 19 marzo 2010

Torta Regina di Saba



Nella mia famiglia si è sempre cucinato molto: cucinava la nonna bis, cucinavano le nonne, cucinava mamma, insomma cucinavano tutti e così, cucina e cibo sono, da sempre, una parte importante della mia vita.
Ricordo che già a 3-4 anni giocavo in giardino e preparavo i miei piatti immaginari utilizzando erbe e fiori e simulavo il caffè diluendo la terra con l'acqua.
Poi d'improvviso arrivò l'anno dei cambiamenti: l'inizio della scuola e l'arrivo di una sorellina, e non sono cambiamenti da poco! Quello fu però anche l'anno in cui arrivò il "Manuale di Nonna Papera", il mio primo libro di cucina.

Il libro era bellissimo, pieno di disegni e ricette interessanti. Trovo che la particolarità di quel libro siano proprio i diversi livelli di lettura. E' un libro per sognare: quando si è bambini ci si perde davanti alle torte piramidali o ai racconti fantasiosi, ma è anche un buon libro di cucina di base, propone delle ricette adatte ai più piccoli, ma al tempo stesso non mancano spunti per gli adulti, insomma una pubblicazione che non ha veramente eguali.
Quel libro mi ha insegnato anche le nozioni di base: preparare tutti gli ingredienti prima di iniziare a lavorare in cucina, la pulizia, una corretta analisi dei tempi di esecuzione, aspetti fondamentali che il Manuale raccoglie nel capitolo finale degli accorgimenti e consigli.

Gli anni sono passati, ma il Manuale, senza dorso e con qualche macchia, c'è ancora, nella libreria tra Bill Granger e le ricette triestine. La cosa che mi fa più piacere è che adesso è spesso nelle mani della mia bambina che, a quasi 3 anni, ama sfogliarlo raccontandosi le storie.

Quella di cui vi scrivo oggi è la ricetta su cui ho fantasticato da piccola moltissime volte: La Torta Regina di Saba. Mi perdevo in quell'immagine, quella torta alta e colorata portata dai tre paperini, Qui, Quo, Qua.

La prima volta che l'ho preparata mi sono resa conto che l'immagine era un po' diversa dalla realtà, ma vi posso assicurare che è molto buona, morbida, morbida, con zero grassi, e l'indomani, se possibile, è ancora meglio.
Con questo post partecipo alla raccolta di Sabrine dal titolo "Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo"



Torta Regina di Saba

ricetta originale tratta dal Manuale di Nonna Papera

Ingredienti (per uno stampo da 20 cm di diametro)
mele 2
uova 2
limone 1
farina bianca 75 gr
zucchero 75 gr
marmellata di albicocche 5 cucchiai colmi
marsala secco 6 cucchiai


In una scodella mettete la marmellata e il marsala e con un cucchiaio rimestate perché si amalgamino e praticamente la marmellata si diluisca.

Unite la scorza grattugiata d'un limone alla farina. Setacciate farina e limone, stando sopra un foglio di carta. Ripetete per altre due volte questa semplicissima operazione. Scartate la scorzetta di limone che non fosse passata. In una zuppiera mettete lo zucchero e le uova, e lavorate finché lo zucchero non si sia sciolto. Quindi incorporate piano piano, magari setacciando sopra la farina che scenderà a pioggerella.

Sbucciate le mele ... lavate, tagliatele a fette sottili e incorporatele nell'impasto. Prendete la tazza della marmellata e del marsala: rimescolate bene questi due ingredienti quindi uniteli poco alla volta all'impasto. Con il cucchiaio giratelo sottosopra 3-4 volte, quindi versatelo in una tortiera, precedentemente imburrata. Prima di mettere in forno distribuite sulla torta qualche pizzico di zucchero e qualche fiocchetto di burro. Mettete in forno caldo (180°) e dopo 40 minuti di cottura controllate la medesima. (Accorgimenti n.7, 14, 17, 37)


Accorgimenti:
7. quando imburrate lo stampo per non far attaccare i dolci, ricordatevi di distribuire uniformemente il burro anche sulle pareti!
14. limone - per grattugiare la scorza del limone, si deve tener presente che si usa solo la parte gialla, perché quella bianca è amara. Lo stesso dicasi per le arance.
17. cottura - come fare per accertarsi che un dolce in forno è cotto? 1) non controllate mai aprendo il forno prima che sia passato metà del tempo indicato per la cottura. Eventualmente guardate con una piccola lampada tascabile (altri tempi... adesso abbiamo le lampadine NEL forno); 2) immergete uno stecchino al centro (i lati cuociono prima) della torta: deve uscire asciutto e senza grumi attaccati.
37. Liquori - non è necessario che la vostra casa si trasformi in una vecchia osteria. Se dovete usare dei liquori, potete comperare le bottigliette mignon ( aggiungo io, sempre che esistano ancora!)


NOTE: ho usato uno stampo di silicone da 20 cm di diametro e ho fatto anche una versione monoporzione, che potrebbe funzionare per una merenda a scuola o un picnic.


martedì 16 marzo 2010

La mia cucina con "dépendance"

In occasione del primo anniverario del suo blog, Sarah di "Fragole e limone" invita i suoi lettori a mostrare la propria cucina e ha indetto un giveaway dal titolo "Il Cuore in Cucina".
L'idea mi è piaciuta subito, è un modo per conoscersi un po' di più e condividere uno spazio per tutte/i noi così importante.
Se chiudo gli occhi e penso alla mia cucina ideale la immagino ampia, luminosa, con 6 fuochi e la zona di lavoro al centro della stanza, un tavolo di marmo old style e tutti i miei utensili a portata di mano.
La realtà è piuttosto diversa: la mia cucina è a dir poco minuscola, un rettangolo lungo e stretto con una porta finestra in fondo che dà su una veranda.


E' il mio piccolo regno, nel senso che proprio non ci si riesce a stare dentro in due, pena ampie tumefazioni alle cosce sugli spigoli del tavolo.
Gli spazi sono stati recuperati dove era possibile.



La maggior parte delle cose è a vista, appese in ogni spazio libero e come noterete non mancano gli oggetti di modernariato ...



La parte che amo di più è l'angolo delle spezie, quei colori mi piacciono e in qualche modo mi danno sicurezza; amo mischiarle tra loro per dare personalità alle pietanze.

Anche mia figlia ne va matta e così, mentre cucino, spesso prende i vasetti, li apre li annusa e poi con aria soddisfatta comincia ad elencarne i nomi.


Questa micro cucina non lasciava alcun spazio ai miei preziosi "macchinari" e così siamo stati costretti a crearle una "dépendance": le pentole più ingombranti, l'impastatrice, il fornetto per le pizze e la macchina del pane hanno trovato ospitalità nella veranda ...




che rappresenta la mia salvezza perché, al bisogno, si trasforma, e diventa anche
un perfetto set fotografico ;-)



Allora felice Bloganniversario Sarah

sabato 13 marzo 2010

99 colombe per non dimenticare


E' passato quasi un anno dal terribile terremoto che ha devastato l'Abruzzo. Solo chi ha vissuto quell'esperienza sa cosa si prova; sa cosa significa andare a dormire tutte le sere con la paura che la terra tremi ancora. Ripetere, giorno dopo giorno, gli stessi gesti: preparare gli indumenti ai piedi del letto nel caso in cui si debba fuggire di nuovo, imparare a riconoscere dal rumore i tipi di scossa, comprenderne l'entità, rimanendo col fiato sospeso, in quei secondi che sembrano interminabili. E poi oltre alle paure c'è la difficoltà della ricostruzione e al tempo stesso l'assoluta necessità di ritornare al quotidiano, di ritornare a sperare in una vita normale.

Per non dimenticare e sostenere "Le Sorelle Nurzia" storica azienda abruzzese che, in seguito al sisma sta attraversando un momento di difficoltà, nasce in questi giorni una bella inziativa promossa da Lydia, e Artemisia .

"99 colombe per 99 cannelle. Un blog per amare i dolci abruzzesi e farli volare per il mondo"

che trovate a questo indirizzo:

http://99colombe.blogspot.com/


Il blog nasce con l'obiettivo di dare visibilità all'azienda, attiva all'Aquila dal 1835, e ai suoi prodotti anche al di fuori del suo mercato abituale.
L'idea è di pensare a un modo inventivo, goloso, attraente di presentare le "nurzità" sulla tavola pasquale e di inviare le ricette entro la mezzanotte del 5 aprile.

Chi volesse partecipare trova qui i dettagli dell'iniziativa.
Io ci sarò!


venerdì 12 marzo 2010

I Bourbon biscuit



Qualche giorno fa la mia piccolina stava male e volevo prepararle dei biscotti per la merenda. A lei piace molto il cioccolato, ma volevo evitare di darle qualcosa di troppo ricco. Sembra incredibile, ma continuavo a trovare ricette con doppio o triplo cioccolato, super extra "crunchy", arricchite con gocce fondenti, e non andavano proprio bene, poi mi sono tornati alla mente i Bourbon biscuit: questi facevano il caso mio.

I Bourbon biscuit, chiamati anche semplicemente Bourbon, sono dei biscotti rettangolari al cacao appaiati, farciti con una crema al cioccolato.
I Bourbon furono lanciati sul mercato inglese nel 1910 con il nome di Creola, e presero poi il nome dalle case reali di Francia e Spagna.
Io, alla piccola malata, li ho serviti "simple", ma al posto della farcia classica, composta di burro e zucchero (che apprezzo poco) si possono spalmare di nutella, o, perché no, anche personalizzare con un velo di marmellata di arance.

Bourbon biscuit


Ingredienti per 36 biscotti rettangolari


farina 250 gr
zucchero 120 gr
burro 120 gr
lievito chimico 1/2 cucchiaino
cacao amaro 3 cucchiaini
miele 2 cucchiaini

Per la farcitura


burro 50 gr
zucchero a velo 100 gr
cacao amaro 1 cucchiaino
caffè solubile 1 cucchiaino sciolto in 1 cucchiaino di acqua


In una ciotola lavorate il burro con lo zucchero fino a che diventerà spumoso, aggiungete il miele, e successivamente la farina setacciata con il lievito e il cacao.
Mescolate fino a che otterrete un composto morbido e, se necessario, aggiungete un po' di latte.
Stendete l'impasto su un piano infarinato e ricavate dei rettangoli, dovreste riuscire ad ottenerne circa 36, di 6 cm x 3,5 cm.
Ponete i biscotti su una teglia coperta da carta forno e cuocete a 160° per 15-20 minuti.
Una volta cotti, fateli raffreddare su una griglia.

Nel frattempo se volete la preparazione classica, preparate la farcia: montate il burro ammorbidito con lo zucchero, il cacao e il caffè, fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Spalmate i biscotti ormai freddi con la farcitura e uniteli due a due.


NOTE: Potete sostituire la farcia con qualsiasi ripieno voi gradiate, dalla crema, alla marmellata alla nutella. Non saranno come gli originali, ma saranno buoni lo stesso.
I buchini li ho fatti con il retro di uno spiedino di legno, tanto per renderli più simili a quelli che si trovano in commercio.

domenica 7 marzo 2010

Vai col Thai: Insalata speziata di pollo - Larb Gai


Non avrete mica pensato di passare indenni dalla mia vacanza in Thailandia, vero?
Una vacanza improntata al relax che però non ha mancato di farci apprezzare la quiete dei templi, il colore dei mercati, la cura nell'arte del ricevere e la buona cucina.



Ammetto che la mia conoscenza della cucina Thai prima della partenza era praticamente nulla, ho scoperto, invece, una cucina molto curata, sia nella scelta degli ingredienti, sia nella presentazione dei piatti.
Un uso sapiente delle spezie rende i piatti unici, abbondano le verdure in abbinamento alla carne e al pesce, e tutti i piatti sono diversi gli uni dagli altri, dotati di una straordinaria personalità.
Come potete immaginare si tratta di piatti profumati e molto colorati, spesso magistralmente decorati.



Le decorazioni di piatti e tavola attingono a ciò che la natura può offrire, quindi si fa ampio uso di frutta intagliata, ma anche le foglie possono essere utilizzate per la realizzazione di finger food o possono venir modellate fino ad ottenere dei pirottini "naturali" per contenere dei dolcetti.

In definitiva, 9 giorni a Phuket sono bastati per farci innamorare di quei luoghi e ce ne siamo andati sicuri che quello era un arrivederci e non un addio.
Attenderemo che Camilla cresca un po' per poter tornare in quel paese e apprezzare assieme i suoi Templi più belli, visitare la caotica Bankok e non andarcene senza prima aver percorso in barca il mercato galleggiante di Damnoen Saduak.

Adesso veniamo alla nostra ricetta, qualcosa di semplice, anche negli ingredienti, che può essere benissimo servito d'estate. Conservatelo in frigorifero avendo cura di lasciarlo a temperatura ambiente per una trentina di minuti prima del servizio.

Insalata speziata di pollo
- Larb Gai
Ingredienti per 4 persone ( come antipasto)

petto di pollo tritato 200 gr (io ho usato il tacchino)
aglio 2 spicchi (io l'ho omesso)
sale 1/2 cucchiaino
brodo vegetale 6 cucchiai
succo di lime 2 cucchiai (sostituibile con il limone)
peperoncino tritato 2 cucchiaini
salsa di pesce 2 cucchiai
scalogno tritato 2 cucchiai
coriandolo e menta tritati 2 cucchiai (il coriandolo è sostituibile con il prezzemolo)
polvere di riso* 2 cucchiai (vedi ricetta in basso)

Mescolate il pollo tritato con l'aglio (se lo usato) e il sale. In una padella antiaderente scaldate il brodo di pollo, aggiungete lo zucchero e un po' di lime, a questo punto unite il pollo e mescolate per circa 3-4 minuti fino a che il pollo sarà cotto.
Unite il rimanente succo di lime, il peperoncino, la salsa di pesce, a seguire lo scalogno e il prezzemolo e menta tritati.
Mescolate con cura e spegnete il fuoco.
Guarnite con la polvere di riso e ancora un po' di prezzemolo.




NOTE:

  • il peperoncino andrebbe precedentemente saltato in un padellino , giusto il tempo necessario ad esaltarne il sapore

  • le dosi di peperoncino sono quelle "originali", per il mio gusto sono decisamente eccessive, direi che 1/4 della dose prevista sarebbe più adatta al mio palato. Un suggerimento sarebbe quello di partire da mezzo cucchiaino ed eventualmente aumentare via via, fino a raggiungere il sapore che più si adatta a voi
  • questa volta ho utilizzato il tacchino tritato al posto del pollo; dopo aver assaggiato entrambi le versioni, direi che il pollo è decisamente meglio.


POLVERE DI RISO TOSTATO - Khao Krua

Spesso nelle ricette Thai è prevista questa polvere di riso, che viene cosparsa sulle pietanze per conferire una nota di croccantezza. Il riso viene tostato in padella e successivamente tritato. Il sapore è simile a quello delle nocciole tostate.


Per realizzarlo fate così:
in una pentola antiaderente tostate, a fuoco basso, il 1 tazza di riso glutinoso (varietà orientale ricca di amido- nei negozi etnici) con 2 foglie di kaffir (o 2 foglie di limone) e 2 fettine di radice di galangal (sotituibile con dello zenzero). Continuate la cottura fino a quando il riso diventarà di un bel color ambrato.
Fate raffreddare, togliete il galagal e il kaffir e tritate il riso fino ad ottenere una polvere medio-fine.
Si conserva in un contenitore ermetico fino ad un'anno.

NOTE sul riso glutinoso:
  • Il riso glutinoso o khao niao, come viene chiamato in Laos o Thailandia, viene coltivato prevalentemente nel Sudest asiatico. E' un riso profumato, dal chicco lungo e snello, appuntito, dal colore bianco perlato, e, a dispetto del nome, non contiene glutine.
    Viene chiamato riso colloso o glutinoso perché, contenendo molto più amido degli altri tipi di riso, in cottura tende a scuocere molto e ad incollarsi; viene usato sopratutto nella realizzazione dei dolci.
    Nei negozi asiatici quasi tutte le confezioni riportano la traduzione inglese: "sticky rice" , "glutinous rice" o "sweet rice" .
    Generalmente con l'espressione "riso Thai" s'identifica un riso differente, il Jasmine thai, con chicchi aromatici, dal colore e forma simile al Basmati, ma coltivato in Thailandia.
    Detto questo, penso che noi occidentali possiamo assoutamente permetterci, in queso caso, di utilizzare anche il riso thai o basmati, poiché nella preparazione della polvere di riso la caratteristica principale del riso glutinoso non si esprime al massimo.

martedì 2 marzo 2010

Krapfen per "pigri" con la macchina del pane


La prima volta che ho letto questa ricetta per la realizzazione dei krapfen sono rimasta un po' perplessa: innanzitutto veniva utilizzata la semola di grano duro, cosa per me insolita, nessuna delle ricette conosciute in famiglia la prevedeva, inoltre il fatto di mettere tutto nella macchina del pane mi faceva quasi sentire un po' in colpa per la poca fatica necessaria alla loro realizzazione.

Ammetto che l'imbarazzo è durato poco perchè, visto il risultato, e tenuto conto del fatto che non ci sono troppe uova e grassi, è diventata di diritto la mia nuova ricetta dei krapfen.

Krapfen con la MDP
ricetta tratta dal "365 ricette per la macchina del pane"

Ingredienti per circa 12 krapfen di 10 cm di diametro

latte 280 gr
uova 1
burro morbido 60 gr
zucchero 60 gr
sale 1 cucchiaino
semola di grano duro 570 gr
lievito di birra 12 gr
marmellata, crema o nutella per la farcitura
olio per frittura (arachide o quello che preferite)


Mettere tutti gli ingredienti nel cestello della macchina del pane seguendo l'ordine, quindi prima i liquidi e poi i solidi, e selezionare il programma impasto, durata 1:30 (in alcune macchine può arrivare ad 1:50).

Una volta che il programma è terminato, stendere l'impasto ad un'altezza di 1 cm o poco più e ricavare dei cerchi di 10 cm. A me piacciono piuttosto grandi, ma se preferite potete scegliere un diametro inferiore.


Lasciar lievitare i krapfen su una teglia infarinata, coperti con un panno umido per almeno 30 minuti. Friggerli da entrambi i lati nell'olio ben caldo e profondo, eliminare quindi l'unto in eccesso su una carta assorbente. Una volta che i krapfen si sono intiepiditi farcirli con marmellata, crema o nutella e cospargerli di zucchero a velo.
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