Domenica mattina, il grande giorno è arrivato: oggi si inaugura la settima edizione di
"Identità Golose", convention che porta sul palco della Fiera di Milano grandi chef italiani e stranieri. Mi sveglio in una città stranamente calma: il blocco del traffico ha immerso Milano in un silenzio irreale, e l'atmosfera è resa ancor più ovattata da un'inattesa nevicata, ma nulla potrebbe anestetizzare la mia euforia.
Mi sono ritrovata catapultata in questa esperienza così in fretta che, non ho neppure avuto il tempo di rendermene conto. Man mano che la cosa ha preso forma, ho messo a fuoco quale bellissima opportunità mi è stata offerta da Elisa Pella di
Magenta Bureau, e adesso ci siamo.
Percorro a piedi i 10 minuti di strada che separano l'abitazione di mia sorella (quando si dice culo!) dal centro congressi con il passo esitante di chi si avvicina, da solo, e per la prima volta, ad un luogo nuovo, sconosciuto.
Prima giornata, gran fermento, un po' di fila per gli accrediti, un po' di coda al guardaroba e poi su, doppia scala, due- tre controlli di sicurezza e si arriva al piano.
Decido di rompere il ghiaccio partendo dall'intervento di
Tatsuya Iwasaki, premiato nel 2009 come pasticcere dell’anno. Un giovane giapponese, che lavora in Italia da 10 anni e da 7 al ristornate "
Agli Amici" di Udine.
Tatsuya è un ragazzo simpatico, che con una tranquillità e una precisione tutta orientale, spiega come nei suoi dolci ami decomporre i gusti. Agli ospiti presenti in Sala Bianca, propone il “Piccolo strudel”, che nella sua personale interpretazione diventa una zuppa di mele, arricchita con pinoli, uvetta e cannella, servita con un biscotto sbriciolato di mandorle, gelato alla grappa e cialde croccanti di pasta phillo.
Sulle prime rimango perplessa, ma all'assaggio sono costretta a ricredermi: in bocca rimane effettivamente il gusto dello strudel, ma sarà anche per la presenza del gelato alla grappa, la sensazione è di una pulizia e leggerezza uniche. Un perfetto equilibrio che rende il dolce non stucchevole.
Il ghiaccio è rotto, scatto qualche foto e mi sento pronta, per la sua seconda proposta: “Piccola colazione”, un dolce in cui mandorle, spuma di yogurt, tuorlo d'uovo aromatizzato al mandarino, e la granita al rosmarino creano un perfetto contrasto tra acido e dolce, soffice e croccante, ricreando visivamente un uovo al tegamino.
La lezione di Tatsuya è finita, un momento per salutare Patricia di "
Aroma di casa", proprio poco prima della sua partenza, e poi via verso l'Auditorium per assistere agli interventi di Nuno Mendes e Mehmet Gürs .
Salgo al piano di sopra.
Mehmet Gürs ha già iniziato il suo intervento sui “Princìpi di nuova cucina anatolica”.
Mehmet, 41 anni, cuoco turco con una parte di sangue scandinavo, domina il palco come un moderno gladiatore.
Appassionato, spiega, in un inglese velocissimo, come stia cercando di rivisitare la cucina del suo paese in una chiave più attuale. Un compito non semplice, in molti, dice, fanno fatica a comprendere il motivo che porta a cambiare un piatto che da generazioni si cucina sempre nel medesimo modo.
Lui lavora sul gusto e sulla presentazione finale dei piatti, affiancando, alla sperimentazione, un'ineccepibile conoscenza di tutte le materie prime che caratterizzano il suo paese d'origine.
E' poi il turno di
Nuno Mendes, portoghese, formatosi negli Stati Uniti, ha lavorato in Spagna e Asia per tornare poi in Europa, e stabilirsi a Londra dove ha aperto "The Loft", un supper club segreto vicino a casa sua. L'anno scorso apre
"Viajante" (‘Viaggiatore’ in portoghese) in cui prepara dei piatti influenzati dalle storie dei suoi viaggi attorno al mondo.
Arriva un uomo simpatico, dal sorriso aperto, che sale sul palco e si da subito da fare. Lui, a differenza di altri colleghi che sul palco preferiscono farsi aiutare dai collaboratori, e intervengono solo per completare il piatto, in cucina ci mette entrambe le mani.
Racconta di come Lisbona e l'Oceano, ma anche l'Asia e la Spagna, siano state per lui fonte d'ispirazione, sia per la sua vita personale, sia per la sua “storia” in cucina.
E' una bella figura quella di Nuno, un uomo che appare semplice e che, con cortesia, saluta con un “hello” la fotografa, che si avvicina a pochi centimetri per uno scatto.
Racconta al pubblico di come ami la cucina naturale, che si caratterizza per la presenza di aromi e erbe, elementi che appartengono alla sua memoria.
Mi piace il modo in cui prepara un fitto letto di rosmarino fresco per cuocere alla griglia degli scampi sgusciati.
Vuole che i suoi piatti siano: "Natural, tasty & simple": naturali, che abbiano un buon sapore, e che siano semplici. E con questa affermazione mi conquista definitivamente.
La mia prima giornata si conclude qui. Ritorno a casa con mille pensieri che corrono nella mente, certa che domani sarà, per me, un altro giorno ricco di stimoli e tante emozioni. TO BE CONTINUED ...