Autunno-Inverno

"Galette bretonne" con prosciutto di Praga, Castelmagno D.O.P. Occelli®, cipolle caramellate e miele

martedì, aprile 30, 2013


La crêpe bretonne, chiamata anche gallette, è una sorta di crêpe fatta con la farina di grano saraceno ed è una specialità regionale della Bretagna.
L'ho assaggiata l'ultima volta lo scorso anno, in una piccola crêperie a Parigi, e ammetto che il suo sapore un po' rustico ben si lega ad alcuni tipi di ripieno un po' più corposi.
La versione originale non prevede l'utilizzo di uova nell'impasto, che ho invece inserito nella ricetta che vi propongo oggi.

Per questa variante ho scelto una farcitura con il prosciutto di Praga, leggermente affumicato, che ho pensato di abbinare al Castelmagno D.O.P. Occelli®, cipolle caramellate, miele e qualche nocciola croccante a completamento del piatto. Devo ammettere che l'abbinamento mi ha dato parecchia soddisfazione :-)


"Galette bretonne" con Praga, Castelmagno, cipolle caramellate e miele
Ingredienti per 6 gallette di 22cm di diametro 

Per le crêpes
farina di grano saraceno 130 gr
acqua fredda 250-300 ml
burro fuso Occelli 30 gr
uova 2
un pizzico di sale
burro per cuocere le crêpes


Per il ripieno
cipolla dorata 1
burro Occelli 30 gr
pizzico di zucchero
Castelmagno D.O.P. Occelli® 150 gr
prosciutto cotto di Praga 1 etto e 1/2
miele fluido qualche cucchiaio (io millefiori)
nocciole tostate e tritate grossolanamente qualche cucchiaio
erba cipollina per decorare (facoltativo)

In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale. A parte mescolate 250 ml d'acqua, con il burro fuso freddo e l'uovo leggermente sbattuto. Incorporate i liquidi alla farina lentamente, fino a quando otterrete una pastella di media densità. Se il composto dovesse risultare troppo denso aggiungete, gradatamente, ulteriore acqua fredda. 
Lasciate riposare la pastella, coperta, almeno per 30 minuti in frigorifero. 
Preparate le cipolle caramellate: affettatele finemente, fate fondere il burro in un tegame antiaderente e cuocetele a fiamma bassa, fino a quando saranno diventate morbide, a questo punto salate, aggiungete un cucchiaio di zucchero e proseguite la cottura, per qualche ulteriore minuto.
Cuocete quindi le galette versando dei mestolini di composto in una padella antiaderente imburrata, dorandone entrambi i lati.
Evitate di cuocerele eccessivamente, poichè andranno successivamente farcite e ripassate in padella e rischiereste di seccarle troppo. Su ciascuna galette disponete una fetta di prosciutto di Praga, il Castelmagno grattugiato con una grattugia a fori larghi e la cipolla caramellata. Ripiegate i bordi all'interno, lasciando la parte centrale scoperta e riscaldate in un tegame antiaderente, coperto, per alcuni minuti, fino a quando il formaggio non si sarà fuso. 
Servite con una spolverata di nocciole tritate e un filo di miele.

Autunno-Inverno

Caramelle all’Earl Grey e zenzero

mercoledì, aprile 24, 2013

Lo ammetto, non era proprio indispensabile realizzare delle caramelle in casa, ma l’idea mi balenava nella testa già da un po’.
Non le avevo mai preparate e volevo provarci, così mi sono messa in rete a caccia di qualche informazione, che mi potesse tornare utile.
Cercavo qualcosa di diverso dalle solite mou, che peraltro sono buonissime, qualcosa di un po’ più “sobrio” e lievemente meno calorico.
Mi è stato di enorme aiuto trovare l’indicazione su come allestire uno “stampo” home made (a questo link), e da lì la strada è stata tutta in discesa.
Realizzare delle caramelle fatte in casa non è complicato, ma è essenziale avere un termometro da cucina e una buona dose di pazienza.
Per il resto è un gioco da ragazzi e diventa anche piuttosto divertente, insomma, una bella sfida.
Io ho aromatizzato le mie caramelle al tè e zenzero, ma verrebbero bene di certo anche con dello sciroppo alla frutta.
E allora iniziamo…



Caramelle all’Earl Grey e zenzero
Ingredienti per circa 60 caramelle

Acqua 1 tazza
Scorza mezzo limone bio
Zucchero semolato 1 tazza
Tè Earl Grey 2 cucchiaini (in alternativa una bustina di tè)
Zenzero in polvere 1 cucchiaino ( o di più secondo il proprio gusto e sostituibile con dello zenzero fresco grattugiato)
Zucchero a velo 300 gr (servirà solo per lo stampo)
Termometro da cucina


Portate a ebollizione una tazza piena d’acqua con la scorza di mezzo limone bio (solo la parte gialla), quando l’acqua raggiunge la temperatura, spegnete, aggiungete il tè, lo zenzero, e coprite con un piattino, lasciando in infusione per 10 minuti (15 se usate del tè in bustina). Passato il periodo di riposo, filtrate, aggiungete lo zucchero e scioglietelo completamente.
Versate il composto in un tegame molto capiente, perché in cottura il liquido crescerà moltissimo. Portate a ebollizione il composto e NON MESCOLATELO PIU’. 
Se in cottura dovessero formarsi dei cristalli di zucchero sulle pareti del tegame, ripuliteli con un pennello inumidito. Continuate a far cuocere il composto, a fiamma bassa, fino a quando raggiungerà la temperatura di 150°. 
Vi avviso è una cosa lunga, ci vorranno almeno 20 minuti. 
Rimanete sempre nei pressi della pentola, perché il liquido è in continua ebollizione e necessita di sorveglianza. 


Nel frattempo preparate lo stampo: in una teglia stendete uno strato uniforme di zucchero a velo e create delle fossette della dimensione delle caramelle, che vorrete ottenere. 
Una volta che il composto è pronto versatelo (usando magari una caraffa) nei fori che avrete predisposto e fate raffreddare completamente per alcune ore. Rotolate quindi le caramelle nello zucchero e conservatele evitando di ammassarle. Se preferite potete confezionarle singolarmente nel cellophane. 

Io le ho volute conservare nelle ampolline TintaCorda, pensando che potrebbero essere anche un'idea regalo in occasione di un’incontro tra amiche. 
E poi, poiché i pensieri spesso si rincorrono, per queste belle ampolle mi sono venuti in mente anche degli altri utilizzi. 
Avendo una base piatta, riescono a stare in piedi, e si prestano in effetti anche a diverse interpretazioni. Si potrebbe confezionare un piccolo regalo: tisana + filtro per infusione, oppure potrebbero diventare dei contenitori per delle spezie. 
Qui trovate una ricettina per essiccare gli aromi in velocità.


Nella foto sono stati usati:

Antipasti

Sfoglie croccanti con formaggio Occelli® al Barolo

venerdì, aprile 19, 2013

Dicono che il weekend tornerà il brutto tempo e qui da noi non ci faremo mancare nulla, neppure la bora.
Vabbè io non so se ce la posso fare, mi ero appena abituata ad un po' di sole... Avevo anche meditato una giornata al mare! 
Per allietare allora l'ennesimo grigio fine settimana vi lascio questa ricettina, che è perfetta perché ci permette di "panificare" un po', ma non richiede troppo impegno. 
Qualche insaccato, dei formaggi e un bicchier di vino saranno un ottimo accompagnamento a queste sfogliette e ci faranno compagnia per un aperitivo casalingo.
Ho integrato all'impasto del formaggio Occelli® al Barolo, che conferisce uno sprint non da poco e ho scelto di aggiungere anche un po' delle vinacce, che ricoprono il formaggio, dopo averle passate al mixer. 
Il risultato è una sfoglia croccante con il sapore deciso del formaggio e all'interno, qua e là, la sorpresa di qualche scrocchio.
 
Sfoglie croccanti al formaggio
Ingredienti per circa 40 pezzi
farina bianca 00 - 200 gr
farina di grano duro 120 gr
Occelli® al Barolo grattuggiato 60 gr
sale 1 cucchiaino
uovo 1
acqua 120 ml
olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio
1 cucchiaio di vinacce passate al mixer (facoltativo)

Ponete tutti gli ingredienti secchi in una ciotola. A parte sbattete l'uovo con l'acqua e l'olio extravergine d'oliva. 
Aggiungete gli ingredienti umidi e quelli secchi e mescolate fino a quando otterrete una massa omogenea. Coprite con della pellicola trasparente e fate riposare per circa 20 minuti. 
Su una spianatoia stendete la pasta sottilmente e ricavate dei rettangoli di circa 8 cm x 14 cm. 
Ponete i rettangoli ottenuti su una teglia ricoperta da carta forno, spennellate con un po' d'olio e cospargete con un po' di sale. 
Cuocete a 180° per 10-15 minuti o comunque fino a che avranno assunto una bella doratura.
Controllate a metà cottura, se dovessero essere troppo cotti sotto e meno sopra, girateli.
Una volta raggiunta la cottura ideale, fateli raffreddare completamente prima di servire. Se possibile l'indomani sono ancora meglio, la croccantezza aumenta e il sapore del formaggio si concentra.

NOTE: a piacere potete frullare una cucchiaiata circa delle vinacce esterne e incorporarle al composto.

Locali

Un salto oltre confine da Igor Peresson all' Etna: una pizzeria con tante sorprese nel forno

martedì, aprile 16, 2013

Ho conosciuto Igor Peresson durante la manifestazione Olio Capitale, tenutasi a Trieste tra il 1-4 marzo scorso.
Igor è un giovane cuoco sloveno, di origine italiana, che mi ha colpito immediatamente: attento alla qualità dei prodotti, ama la territorialità e ricerca quanto più possibile materie prime a km0.
Mi è parso da subito un ragazzo tranquillo, serio, molto professionale.
Il piatto che ha scelto di far assaggiare al Salone è stato un pan brioche con maionese all'arancio e petto d'anatra, affumicato personalmente nel suo ristorante; ho capito in quel momento che dovevo mangiare da lui al più presto.
La logistica era dalla mia: il suo locale, la Picerija Etna, si trova a Divaca, comune a pochi chilometri dal confine di Fernetti, in provincia di Trieste e dista appena 20 minuti dalla mia abitazione.
Finalmente domenica io, mio marito e la Cami abbiamo deciso di pranzare all’Etna.

Peresson ha creato un locale molto particolare che unisce un’ottima cucina ad una pizza stratosferica.
Il luogo è appartato, poco visibile, quei posti in cui difficilmente si arriva per caso.
E' un piccolo locale moderno (45 posti), senza troppi fronzoli, con un servizio estremamente cortese, personale sorridente e presente, ma non per questo pressante.
Molte le pizze presenti a menù, con una sezione dedicata anche a quelle bianche, e come è giusto che sia, un menù più contenuto per il ristorante.
Abbiamo scelto una pizza della casa, l'Etna. Un vulcano farcito con pomodori semi-secchi, prosciutto, ricotta, e mozzarella.
La pizza è decisamente ottima: Peresson utilizza farine macinate a pietra del Molino Quaglia, quindi una garanzia, una buona lievitazione, ingredienti di prima qualità sono tutti elementi che permettono di ottenere un prodotto d'eccellenza.
Io ho ordinato una tartare di manzo, che oltre a soddisfare il palato, è stata presentata in maniera molto gradevole, con cubetti di burro, germogli e sale nero e l'originale accompagnamento di alcuni “grissinoni” appena sfornati.
Ho assaggiato poi un primo piatto di ravioli con ricotta del Carso, crema di olive verdi e limone.
Un bel connubio di sapori, originale al punto giusto.
Non potevamo non testare i dolci della casa: una panna cotta con salsa di fragole, vere, il che non è cosa da poco in un’epoca in cui la maggior parte dei ristoranti cosparge i propri dolci con orridi sciroppi preconfezionati, una crema catalana con mango, molto buona e una cheesecake con base al cioccolato e salsa di passion fruit, molto gradevole.

In sintesi sia che voi scegliate una pizza, sia che preferiate i piatti della cucina,  rimarrete di certo soddisfatti.
I prezzi sono assolutamente abbordabili, tanto per darvi alcuni riferimenti, la pizza della casa viene € 8,00, un primo piatto rimane sui € 7,00 - € 8,00, un dolce € 4,00.
E' possibile scegliere però anche un originale menù degustazione pizza (da prenotare in anticipo) a € 35,00 e due menù gourmet di 5 o 7 portate.

Che dire ? L'Etna è un locale semplice, che riserva grandi sorprese culinarie, un ambiente giovane e divertente - a questo proposito vi lascio qui sotto le foto “goliardiche” che trovate nei bagni ;.) -,  ma al tempo stesso professionale, che credo sia giusto sostenere e cui non si può che augurare un futuro di successo.

 Perdonate la qualità delle foto, ma ho usato il cellulare...

Cucina leggera

Riso profumato alle erbe: perfetto pranzo da ufficio con il tocco nipponico del Furoshiki

venerdì, aprile 12, 2013

Qualche settimana fa stavo chiacchierando con la mia amica Laura, mentre i nostri bimbi erano a lezione di kung fu, e le dicevo quanto sia difficile, per me, stare attenta ai peccati di gola. 
Certo, gestire un blog di cucina non aiuta, ma in tutta schiettezza ho sempre amato mangiare bene e quindi il blog ha forse solo assecondato una mia naturale inclinazione.
Così lei mi ha detto: "perchè non proponi dei piatti light? Potrebbe essere un'idea"
Non credo che il mio blog diventerà un blog con ricette troppo leggere, sappiatelo ;-), ma almeno oggi seguirò il suo consiglio; in fondo non si scosta molto dal mio modo di fare: qualche strappo alternato a qualche giornata di maggior rigore.

Il riso di oggi è un'elaborazione di una ricetta malese, che ho volutamente adattato, poiché, almeno a Trieste, trovare fiori di zenzero o altri aromi asiatici particolari è veramente molto complicato.
Il risultato è comunque un riso molto fresco, profumato, che potete preparare in anticipo e portare anche in ufficio. E' ovviamente personalizzabile, potete arrichirlo ad esempio con dei gamberetti saltati, ma a me piace così, in tutta la sua semplicità.

Preparando il piatto, la mia mente ha iniziato a "volare": ho pensato all'Oriente, ai Bento (il pranzo preconfezionato che i giapponesi si portano in ufficio), e così mi è venuta in mente un'altra amica, che come l'altra si chiama Laura e ama il Giappone, assieme a lei ho seguito lo scorso anno un corso di Furoshiki.
Il Furoshiki è in sintesi un quadrato di stoffa, che viene utilizzato nel paese del Sol Levante per trasportare oggetti, cibo, vestiti o avvolgere con eleganza dei regali.
Mi sono detta: "quanto sarebbe "chic" portarsi in ufficio una schiscetta avvolta nella stoffa?
Detto fatto, qui sotto avete anche la versione "fighetta" dell'office lunch ;-) e più giù qualche indicazione per realizzarla.


Riso profumato alle erbe
Ingredienti per quattro persone
riso basmati 320 gr
mandorle tostate tritate 20gr (sostituibili a piacere con anacardi)
sesamo tostato 2 cucchiai
sale 
pepe
zucchero 1/2 cucchiaino
olio di semi di soia o girasole
Per il condimento:
cipollotto affettato 100 gr
carote medie grattuggiate 2 (grattugia a fori larghi)
zeste di 2 limoni bio piccoli senza albedo (parte bianca)
zenzero in polvere 1 cucchiaino (sostituibile con zenzero fresco, se disponibile, da far saltare con le verdure)
menta fresca tritata 2 cucchiai
coriandolo fresco tritato 2 cucchiai
basilico 2 cucchiai
curcuma in polvere 1 cucchiaino

Lessate il riso in acqua bollente salata, scolatelo e mettetelo da parte.
Tostate i semi di sesamo e le mandorle tritate.
In una pentola antiaderente o in un wok, se ne possedete uno, versate alcuni cucchiai d'olio e fate saltare, per alcuni minuti, la carota grattuggiata e la parte bianca del cipollotto a fiamma vivace.
In una ciotola ponete il riso, tutte le erbe tritate, la parte verde del cipollotto e gli aromi, aggiungete le verdure saltate, che dovrano essere croccanti, salate pepate, aggiungete lo zucchero e mescolate per bene fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.
Alla fine unite le mandorle e il sesamo.
Rimestate per un'ultima volta e lasciate riposare.

IL FUROSHIKI

La stoffa che utilizzerete per realizzare il vostro Furoshiki dev'essere quadrata.
Io sono partita da una stoffa rettangolare e l'ho piegata in modo tale da ottenere un quadrato di 60 cm di lato. 
Non è fondamentale avere una stoffa "perfetta", potete adattare quello che avete e più vi piace, ad esempio anche un foulard. La cosa importante è che, di volta in volta, il tessuto si adatti alla confezione che dovete rivestire: troppa stoffa rischia di creare un effetto antiestetico.
Ponete la scatola al centro del quadrato e fate un nodo semplice, come potete vedere nella seconda foto, prendete poi gli altri due lembi e create un nodo base da Furoshiki.
Il nodo base del Fuorshiki ha la particolarità di essere estremamente robusto, ma al tempo stesso semplicissimo da sciogliere.
A questo link trovate una dimostrazione molto chiara sulla procedura da seguire per fare e sciogliere questo tipo di nodo.

Per il Furoshiki è stato usato:

Autunno-Inverno

Schlutzkrapfen- Mezzelune tirolesi al Castelmagno Occelli® e patate

martedì, aprile 09, 2013

Conoscete gli Schlutzkrapfen ? Sono delle mezzelune di pasta fresca, tipiche della Val Pusteria, che vengono generalmente farcite con spinaci e ricotta o in alternativa con ricotta e patate e serviti con burro fuso ed erba cipollina.
E' un piatto che apprezzo particolarmente nella versione “bianca” e mi è tornato in mente pensando a una ricetta da preparare per i formaggi Occelli®.
Nelle mie mezzelune ho sostituito la farina di segale con quella integrale, e in tutta sincerità, non per un guizzo di fantasia, ma semplicemente perché, per distrazione, ho preso dalla dispensa un vaso piuttosto che l'altro!
Devo dire che il risultato è altrettanto gradevole e la sfoglia un po' rustica si sposa bene con il Castelmagno, che in cottura si fonde perfettamente e avvolge la patata.
L'ho condito semplicemente con burro fuso ed erba cipollina, secondo tradizione e ho completato con un'ulteriore grattugiata di Castelmagno D.O.P. Occelli®.

Da oggi c'è anche una piccola novità, ho deciso di festeggiarei 4 anni del blog con un dominio tutto mio, quindi da oggi il nuovo indirizzo di "Colazionialetto" sarà  http://www.colazionialetto.com/ :-)

Schlutzkrapfen- Mezzelune tirolesi al Castelmagno D.O.P Occell e patate
Ingredienti per 4 persone (circa 80 pezzi di 6 cm di diametro)
Per la pasta
farina bianca 0 125 gr
farina integrale 125 gr
uovo 1
acqua
Per il ripieno:
formaggio Castelmagno D.O.P Occell
125 gr
patate lessate 250 gr
sale
pepe

Per condire:
erba cipollina tritata un paio di cucchiai scarsi
burro fuso Occelli
Per la pasta:
Mescolate le due farine, disponetele a fontana, mettete un pizzico di sale. Unite l'uovo e mezzo guscio d'acqua e impastate il tutto fino a quando otterrete un composto morbido e liscio. Se necessario aggiungete altra acqua.Coprite e fate riposare a temperatura ambiente per mezz'ora.
Per il ripieno:
Grattugiate le patate lessate con una grattugia a fori larghi e mescolate con il Castelmagno grattugiato, salate e pepate.Stendete la pasta in una sfoglia sottile, ritagliate con una forma tonda e liscia dei cerchi di 6 cm di diametro.Ponete un cucchiaino di composto al centro di ogni sfoglia, inumidite lievemente i bordi e chiudete a mezzaluna, schiacciando i lati. Ponete i ravioli su una teglia ricoperta da carta forno fino al completamento della pasta.Cuocete in acqua salata, condite con burro fuso, erba cipollina tritata e un ulteriore spolverata di Castelmagno.

C-Max Ecoboost “Spring Tour”

Il sugo povero di primavera una scoperta del C-Max EcoBoost "Spring Tour"

venerdì, aprile 05, 2013

Vi ricordate del C-Max EcoBoost 1.0 Spring Tour ? Per chi non avesse avuto occasione di leggere il post, lo scorso 21-22 marzo sono stata invitata a un tour enogastronomico, tra i colli toscani, organizzato da Ford a bordo della C-Max.
Vi lascio con un resoconto di questo viaggio attraverso i paesaggi di Pisa e Volterra, e con la ricetta di un sugo, che abbiamo preparato durante il corso di cucina organizzato da Ariannandfriends.com nella Fattoria Fibbiano a Terricciola.
La signora Ester, con la quale abbiamo imparato anche a preparare dei cantucci a regola d'arte, lo ha chiamato “sugo povero”, perché era quello che si otteneva con le verdure che avanzavano, come le carotine non proprio di primo pelo, la foglia di sedano, qualche foglia di basilico. Il risultato è proprio buono, e nella sua semplicità è piaciuto davvero a tutti.
Quella di oggi è una mia personale versione primaverile, arricchita con del pecorino toscano che ci è stato regalato, ma a fondo pagina vi riporto anche gli ingredienti che abbiano usato quel giorno. Provatelo, perché è veloce, buono, merita veramente, anche da fare e conservare in freezer per le sere in cui si torna a casa con poca voglia di cucinare :-).
Il sugo è stato “testato” sia sulle tagliatelle fatte in casa, sia sulla pasta corta. 
Personalmente l'ho apprezzato di più con la pasta fatta in casa, mi è piaciuto il modo in cui si aggrappava alla pasta, e poi perché mi trasmetteva di più l'idea del piatto della domenica in famiglia, ma è questione di gusti. Se userete una pasta con una buona semola, che trattiene il sugo, andrà benissimo anche corta!

  1. 21 MARZO

    ORE 9.15: appuntamento al Ford Store Varco MILANO.
    Arrivo per prima, e trovo una ricca colazione ad aspettarmi.
  2. Ecco la C-MAx Ecoboost, la macchina che ci accompagnerà nel nostro viaggio.
    Il motore EcoBoost 1.0 è stato il Motore dell’Anno 2012, e rappresenta la soluzione Ford per garantire un’elevata efficienza senza rinunciare a potenza e brillantezza.
  3. 10:30: Il tempo di un briefing e poi via in direzione Pisa. Viaggio con @MorenaRoanaMC @GiuliaCeschi e @GiuliaDiacono. Mi metto al volante per prima e la C-Max si rivela subito una macchina molto piacevole da guidare.
  4. Il viaggio scorre senza particolari intoppi e c'è anche il tempo per "scoprire" alcuni particolari della macchina.
  5. Comodo x chi come me è perennemente alla ricerca di una presa di corrente :-) #CMaxEcoBoost #Cmaxtourinstagr.am/p/XHkdWgOcI6/
  6. ORE 13:45: arriviamo a Pisa, si pranza all' @OsteriadeiCavalieri e poi ci si "perde" passeggiando nel centro storico della città, invasa dai turisti. in una bellissima giornata di primavera.
    Ognuno la Torre la regge un po' a modo suo... :-)
  7. ORE 16.30 si riparte: direzione Volterra. Viaggiare con la C-Max via country roads è una meraviglia, la radio ci fa compagnia e il paesaggio al tramonto assume sfumature bellissime.
  8. Ore 19:00 Arriviamo a Volterra, scendiamo all' hotel San Lino,  un po' di relax prima di uscire per la cena al ristorante "La Vecchia Lira". Memorabile il farro al saccoccio con pere, radicchio rosso e pecorino erborinato.


  1. 22 MARZO Mi alzo sul presto, una veloce colazione e poi via a scoprire Volterra che si risveglia, appena prima di ripartire per la Fattoria Fibbiano, direzione Terricciola.
    Il programma della mattinata è intenso: è prevista una degustazione di oli locali e a seguire una cooking experience dai sapori tutti toscani
  2. Buongiorno ! Pronta a risalire sulla #cmaxecoboost e continuare il #cmaxtour . #spring #tuscany #igers… instagram.com/p/XJlgAAucN-/
  3. Ore 9:00 si parte, ma complice una frana, e l'allegria che impera nella nostra macchina, ci "incartiamo" lungo il tragitto e sbagliamo strada. Il buonumore, comunque non viene mai a mancare, come traspare dalla foto scattata da Giulia Ceschi.
  4. Finalmente io e le mie compagne di viaggio arriviamo a destinazione, appena in tempo per partecipare alla degustazione degli oli.
  5. Parlando di olio extravergine d'oliva nella pace della campagna toscana #cmaxtour #igerstoscana… instagram.com/p/XJ-SVAucMH/
  6. E' poi il momento della cara Ester, che con passione e perizia ci spiega i segreti di alcune ricette tipiche della sua terra.
  7. Lavorando cantucci come se non ci fosse domani #cmaxtour #tuscany #cantucci #igerstoscana instagram.com/p/XKEyDROcAb/
  8. Ore 15:00 Dopo un bel pranzo conviviale, arriva il momento di ripartire e rientrare a Milano, con la certezza di aver trascorso due piacevoli giornate e aver avuto la possibilità di testare personalmente la performance della C-Max Ecoboost, in questo splendido itinerario enogastronomico.
  9. Un ringraziamento speciale va a @FordItalia per averci affidato le sue #cmaxecoboost e a @majita17 e @gioelegrisetti di #Burson-Marsteller per aver organizzato tutto questo.
Sugo povero primaverile
Ingredienti per 4 persone
cipollotto grande 1
asparagi verdi 6
piselli 60 gr
foglia di sedano con gambo 1
zucchine 250 gr
basilico 6 foglie
aglio 1 spicchio
sale
olio extravergine d'oliva
latte 2-3 cucchiai (facoltativo)
pecorino toscano media stagionatura 80 gr

Pulite e affettate grossolanamente tutte le verdure, sbucciate l'aglio e togliete l'anima. Lasciate da parte 4 punte di asparagi, che sbollenterete a parte e taglierete poi a metà, nel senso della lunghezza, e vi serviranno per decorare il piatto.
In un tegame capiente, versate alcune cucchiaiate d'olio, in modo che copra il fondo della pentola, versate le verdure, salate e cuocete a fuoco moderato per circa 20 minuti, o fino a che risulteranno ben cotte.
A questo punto, togliete dal fuoco e passate al mixer. Aggiustate di sale e, se vi sembra che il composto sia eccessivamente asciutto, allungate a piacere con un po' di latte. 
Se preferite potete svolgere questa operazione in seguito e allentare il sugo con l'acqua di cottura della pasta.
Cuocete la pasta in acqua bollente salata, condite con il sugo e completate con una grattugiata di pecorino toscano.

NOTE: Il sugo di Ester era realizzato seguendo lo stesso procedimento, ma utilizzando le verdure che vi riporto di seguito: cipolla rosa, pomodoro, sedano, basilico, zucchina, fiore di zucchina, aglio, carota. 
Provate anche questo, è ottimo!

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