Angelo Parodi

Pita all’alga nori con tonno, uova e patè di olive verdi

mercoledì, settembre 25, 2013


Vi piacciono i panini? Io li adoro, mi piacciono tutti, da quelli più semplici, come ad esempio una buona mantovanina con mortadella al pistacchio, o una bella ciabattina al salame, fino a quelli più elaborati.
Il panino che ho preparato per Angelo Parodi, è l'evoluzione di un tramezzino che mi preparo spesso e contiene tonno, salsa d'uovo e patè di olive.
In questo caso ho pensato a un involucro degno dell'ottimo tonno che stavo utilizzando e così ho immaginato questa pita all'alga nori, usata nella cucina giapponese per la realizzazione dei maki. 
L’alga aromatizza piacevolmente il pane e si sposa bene con il pesce.
Se siete curiosi, potete trovare la ricetta a questo link.
Ah, questa foto non è idea mia, ma di mia figlia, che ha scelto questo styling, a detta sua c'era necessità di  contestualizzare il pesce ...
A presto :-)

Autunno-Inverno

Praline di ricotta con porcini, speck e formaggio di montagna

giovedì, settembre 12, 2013


Ci sono luoghi del cuore, luoghi dei quali serbi così tanti ricordi che li senti tuoi, anche se la tua provenienza è diversa.
L'Alto Adige per me è per esattamente questo: un posto nel quale ho trascorso tante vacanze, prima con la mia famiglia di origine, poi con il mio fidanzato, e ora che siamo sposati la "tradizione" continua con nostra figlia e il cane Tobia.
Tanti inverni passati a sciare, giornate estive in camper sul lago di Dobbiaco: sono luoghi in cui ho vissuto molti momenti piacevoli, in cui sto bene e producono su di me un effetto rigenerante.
Così, a parte una settimana in inverno, cerco sempre di ritagliarmi almeno qualche giorno anche in estate; amo il verde dei prati, la meraviglia delle Dolomiti che si stagliano sul cielo azzurro, la pace dei boschi, l'acqua dei fiumi, che scorre fredda e limpida in mezzo ai pascoli.
Sono appena rientrata da quattro giorni passati con mia figlia in quella zona e sono contenta del modo in cui anche lei ha imparato ad amarla.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Oltre alle bellezze naturali, mi piace il modo in cui gli abitanti di quelle terre amano e si prendono cura del loro territorio, e ammetto di apprezzare particolarmente anche la cucina e i prodotti locali: come resistere a speck, formaggi di malga, ma anche spätzle, canederli, zuppe, per tacere dei dolci !
Anche questa volta sono tornata a casa con una sporta piena di ogni bene, con l'intento di rendere omaggio allo splendido speck, offerto dal Consorzio Speck Alto Adige IGP.
Nasce così questa prima ricetta, in cui lo speck e i funghi si celano all'interno degli "gnocchi" di ricotta, burro fuso ed erba cipollina completano il piatto, secondo la migliore tradizione altoaltesina .
 

Praline di ricotta con porcini, speck e formaggio di montagna
Ingredienti per 4 persone (circa 5 praline a testa)

Per l'impasto di base:
ricotta 500 gr
farina 260 gr
tuorli 2
parmigiano grattugiato 4 cucchiai
sale
pepe

Per il ripieno
speck 100 gr, di cui 80 gr per il ripieno e 20gr per la finitura del piatto (io Speck Alto Adige IGP)
formaggio di montagna 50 gr
funghi porcini secchi 20 gr
maizena 1 cucchiaio scarso
latte 6 cucchiai + qualche altro cucchiaio per l'ammollo dei funghi
sale
pepe 
prezzemolo tritato (a piacere)
olio extravergine d'oliva
erba cipollina
burro
alcuni cucchiai di nocciole tritate grossolanamente (tostate in un padellino antiaderente senza grassi aggiunti)

Iniziate dal ripieno: fate ammollare i funghi secchi in acqua e latte per 1 oretta circa.
Trascorso il tempo di ammollo, tritate lo scalogno e fatelo andare per un minuto circa in un tegame con un po' d'olio, aggiungete i funghi scolati e sciacquati, amalgamate gli ingredienti e aggiungete un po' d'acqua o brodo e fate cuocere fino a quando saranno diventati morbidi. A piacere potete aggiungere un po' del liquido di ammollo filtrato, ma fate attenzione, perché insaporisce molto la preparazione.
Una volta che i funghi saranno cotti, incorporate la maizena stemperata in 5-6 cucchiai di latte freddo e unitela ai funghi e fate rapprendere; il composto dovrà risultare cremoso.
Alla fine aggiustate di sale e a piacere aggiungete del prezzemolo tritato. Tritate il composto di funghi al mixer, ma non riducetelo completamente a purea: sentire qualche pezzetto di fungo sarà piacevole. 

Per la base: mescolate tutti gli ingredienti dell'impasto, quindi funghi, speck e formaggio a dadini fino a ottenere un composto omogeneo. Stendete con un mattarello su una spianatoia infarinata e ricavate un rettangolo non troppo sottile.
Con un bicchiere create dei cerchi, che andrete a farcire con un cucchiaino di ripieno.
Portate i bordi esterni verso il centro per chiudere, imprigionando il composto di funghi, speck e formaggio
Versate poche praline alla volta in una pentola con dell’acqua salata in ebollizione. Quando vengono a galla, toglietele con una schiumarola e conditele con del burro fuso, in cui averete fatto saltare brevemente lo speck conservato per il condimento, l'erba cipollina e le nocciole tostate.

NOTE: Lo sapevate che i primi documenti contenenti la parola "speck" risalgono al XVIII secolo, ma esso, seppur con definizioni e nomi diversi, compare nei regolamenti dei macellai e nei registri contabili dei principi tirolesi già dal 1200. Inizialmente lo speck veniva prodotto per la necessità di conservare la carne ed era destinato al consumo famigliare. Esso permetteva di conservare per tutto l’anno la carne dei maiali che venivano uccisi durante il periodo natalizio. Col tempo è diventata una delle pietanze principali in occasione di feste e banchetti. E ancora oggi, insieme al pane e al vino, è il protagonista della merenda sudtirolese (Fonte Consorzio Speck Alto Adige)
Devo ammettere che, "banalmente", anche un aperitivo accompagnato da un piattino di speck, formaggio, cetriolini croccanti e pane scuro, ha sempre il suo perché!!

Angelo Parodi

Farfalle al pesto con pomodorini canditi e tonno

mercoledì, settembre 11, 2013


Questo mese, con grande piacere, sono ospite del sito di "Angelo Parodi", azienda genovese che dal 1888, prepara conserve ittiche di qualità, offrendo i migliori pesci azzurri delle coste mediterranee ed atlantiche.

A questo link trovate qualche informazioni in più su di me, se non ci conosciamo già personalmente, ma cosa più importante la ricetta realizzata questa settimana con i tranci di tonno "Angelo Parodi": "Farfalle al pesto con pomodorini canditi e tonno", un piatto che si adatta perfettamente a queste giornate di tarda estate.
Seguiranno altre tre ricette, rimanete sintonizzati :-)

Viaggi e gite

Bali, per sempre nel cuore

giovedì, settembre 05, 2013

Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Nel numero di agosto dell'Internazionale dedicato al viaggio ho letto un articolo molto interessante di Alain de Botton, scrittore di origine svizzera
L'autore dice che oggi, rispetto al passato, si viaggia alla ricerca di un aspetto della vita - una filosofia, un atteggiamento - che nel nostra realtà non abbiamo: viaggiamo per trovare ciò che non ci è familiare, ma che è importante per la nostra crescita, sia esso un modo per educare i nostri figli, organizzare lo spazio di lavoro, rapportarci con la natura o il nostro corpo.
La visione del viaggio di de Botton mi ha colpito, forse perché è assolutamente in linea con il mio pensiero: il viaggio assume un significato autentico solo se riesce ad arricchirmi e aggiungere delle tessere al mosaico della mia vita.
Anche a mio parere un viaggio dovrebbe offrire qualcosa che manca nella vita chi lo intraprende, e quello fatto assieme alla mia famiglia a Bali quest'estate ha assolto appieno al suo compito.
Iniziamo col dire che Bali non è il paradiso che spesso viene dipinto e si è impresso nel'immaginario collettivo di noi occidentali
Bali è innegabilmente caotica, soprattutto a sud: le macchine  e i motorini sono ovunque, e sfrecciano  senza alcun rispetto delle regole della strada. I mezzi sono spesso antiquati e nelle città di conseguenza l'aria  diventa densa di smog.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
La raccolta della spazzatura è un grosso problema, poiché viene effettuata solo nei centri turistici, negli altri casi si procede secondo tradizione e quindi la sera, vicino a casa, si bruciano dei piccoli mucchi di spazzatura, che però, a differenza di un tempo, ora contengono anche plastica e altri "scarti" tipici dell'epoca moderna, creando ulteriore inquinamento ed esalazioni tossiche
Tutto ciò che non viene bruciato si trova sparso in altre aree, ad esempio vicino ai fiumi, o in alcuni boschetti, e sono cose che fanno proprio male a vedersi.
Nei luoghi turistici il balinese diventa piuttosto insistente con gli stranieri: le offerte di massaggi, taxi, guide non si contano, in più per gli acquisti è necessario contrattare a meno che non si scelga di accettare le proposte dei commercianti, i quali generalmente propongono prezzi "fuori mercato".
I tentativi di raggiro non mancano e più in generale piccole "furberie" a danno del turista sono piuttosto comuni.
Ma Bali è anche un luogo permeato di spiritualità, un posto dove nei piccoli villaggi la gente ti sorride e apre le porte della sua casa ed è pronta ad accoglierti nella propria vita quotidiana scandita da offerte, riti e cerimonie.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Foto Sabrina Lorenzi © CaL

Bali è il verde delle sue risaie, le file di anatre che camminano in fila sugli argini, i contadini con cappelli di paglia che setacciano il riso , gli infiniti canali di irrigazione che corrono lungo tutta l'isola.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL

Foto Sabrina Lorenzi © CaL

E poi  ci sono i templi, alcuni piccoli e curatissimi,  altri imponenti e maestosi, altri ancora suggestivi, in posizioni mozzafiato.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
E ancora i profumi, quello del fiore di frangipane che cresce ovunque, quello delle offerte agli dei in cui l'odore dei fiori si mescola a quello dolce del riso e quello penetrante dell'incenso, e poi c'è l'aroma pungente dei chiodi di garofano messi ad essiccare al sole, quello inebriante della vaniglia e quello forte del caffè fatto decantare con calma.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
C'è il silenzio delle risaie rotto solo dal suono delle campane a vento, il canto dei galli, che ti riporta subito vicino alla terra, alla vita semplice, genuina, il colore degli aquiloni che solcano il cielo nella zona di Sanur, il fragore delle onde lungo la sua costa occidentale, e il suono dei gamelan, sottofondo delle cerimonie religiose.
E ci sono persone speciali, come Wirta, che ci ha accompagnato in giro per l'isola per sette giorni, dimostrandosi un'ottima guida, un driver perfetto e un uomo sempre attento alle esigenze della nostra famiglia, non ultime quelle di Camilla.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Senza di lui avremmo compreso molto meno delle tradizioni, della vita quotidiana dei balinesi, di quanto conti la comunità nei villaggi, di come ci sia collaborazione, attenzione ai bisognosi, di come vengano organizzati i riti e le feste anche in occasioni per noi meno liete come il trapasso
In sette giorni è diventato per noi un amico. Difficilmente potrò dimenticare l'offerta che quotidianamente sistemava sul cruscotto della macchina, i pranzi consumati assieme nei warung, la delicatezza con cui "soccorreva"ogni piccolo insetto, che entrava inavvertitamente nella macchina, il suo perenne buonumore, la voglia di trasmettere con entusiasmo tutta la sua conoscenza, il modo garbato di confrontarsi con noi sulle diverse abitudini e il momento che dedicava sempre all'offerta e alla preghiera quando andavamo in visita ai templi.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
 Bali è un piccolo microcosmo dove ognuno può trovare quello che desidera: spiagge turistiche alla moda con strutture lussuosissime, splendidi reef per il surf, sonnacchiose località balneari fuori dal tempo dove praticare lo snorkeling, ma può essere anche un luogo di riflessione sui valori, sulla vita e sulla spiritualità e questo per me lo ha reso un luogo prezioso, nonostante le sue contraddizioni.

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