Blogtour

Latterie Friulane: alla scoperta dello stabilimento di Campoformido

martedì, novembre 13, 2018



Un paio di settimane fa, sono stata a Campoformido per una visita allo stabilimento delle Latterie Friulane in occasione di un blog tour. Trovo il turismo industriale sempre molto proficuo, poiché soddisfa la mia curiosità di vedere dove e come nasce un prodotto, permette di valutare le esperienze, la ricerca, le difficoltà e l’impegno che si celano nelle diverse realtà.
Da 85 anni, Latterie Friulane produce latte fresco, yogurt, ricotta in cestello, mozzarella e Montasio DOP. Il marchio è attualmente la più grande realtà del settore lattiero-caseario del Friuli Venezia Giulia e nello stabilimento di Campoformido, acquisito nel 2015 da Parmalat, sono impegnati circa 135 addetti.


Negli ultimi 3 anni sono stati fatti importanti investimenti economici, finalizzati al miglioramento degli impianti e sono state avviate nuove collaborazioni con gli allevatori friulani. L’impegno ha portato risultati in termini di volumi di vendita e ha segnato un +81% per il latte -anche in seguito allo spostamento della produzione dello stabilimento di Torviscosa-, + 52% per lo yogurt, + 87% per la mozzarella, +79% per la ricotta.

Elemento caratteristico del Latte Fresco delle Latterie Friulane è la filiera 100% friulana: l’intero ciclo del prodotto, dalla mungitura alla vendita avviene in Friuli Venezia Giulia. 
Attualmente l’approvvigionamento di latte viene garantito da circa 6000 mucche selezionate in più di 100 allevamenti presenti sul territorio che forniscono indicativamente 150.000 litri di latte al giorno.
Gli allevamenti vengono controllati e monitorati per garantire la massima qualità, sicurezza e tracciabilità locale e questo consente avere prodotti veramente freschi, perché la provenienza del latte in un raggio di 90 km dallo stabilimento, permette una lavorazione a filiera corta.



Latterie Friulane, inoltre, è sempre alla ricerca di prodotti che si leghino al concetto di tradizione e naturalità, oltre al latte tradizionale, può contare sulla produzione de “Il latte di una volta” che si caratterizza per il suo gusto pieno e uno strato naturale di crema in superficie, proprio come quello di un tempo e “Lo yogurt di una volta”, che racchiude in un vasetto di vetro uno yogurt cremoso e il gusto della frutta in tre aromatizzazioni particolari (miele e noci, fichi caramellati e mele cotogne). Per la ricotta viene utilizzato il siero di latte intero con l'aggiunta di una piccola quantità di panna. La lavorazione viene fatta interamente a mano, il prodotto viene riposto quindi in un cestello forato e poi confezionata, in questo modo viene conservato il chicco e si ottiene una ricotta fresca e delicata.

Negli ultimi anni grande importanza è stata data al biologico, come ha spiegato nel corso dell’incontro il direttore di stabilimento Filippo Golin: “Sono state avviate proficue collaborazioni con due aziende locali, l’Azienda agricola Russi e la Tenuta Marianis che hanno scelto di seguire Latterie Friulane nel suo percorso.”
Nell’arco di due anni le aziende si sono convertite al biologico e attualmente Tenuta Marianis, vanta la mandria di pezzata rossa più grande d’Italia (700 capi di bestiame, 350 in lattazione) ed è la più grande stalla biologica a livello nazionale. Le due aziende agricole forniscono a Latterie Friulane 12.000 litri di latte biologico al giorno che vengono impiegati per la produzione di tutta la linea: latte, yogurt, mozzarella. 

Tra le varie produzioni dello stabilimento, il Montasio DOP è indubbiamente il fiore all’occhiello delle Latterie Friulane- prodotto in Friuli sin dal XIII secolo – è un formaggio a pasta cotta, semidura, ottenuto esclusivamente con latte bovino prodotto nella zona di produzione che si caratterizza per quattro stagionature: Fresco, Mezzano, Stagionato e Stravecchio. 
Nello stabilimento di Campoformido, nel giorno di produzione vengono realizzate circa 1.200 forme sotto l’occhio vigile di Franco Della Mora, mastro casaro da tre generazioni, che custodisce gelosamente i segreti per la realizzazione di questo prodotto.




L’attenzione alla Qualità, con il controllo dell’intero processo produttivo sono l’impegno quotidiano dell’azienda e oltre alle certificazioni ISO 90001, la Certificazione secondo lo standard IFS e BRC finalizzate a garantire la Sicurezza Alimentare del prodotto finito e la Certificazione BIOLOGICA, da luglio 2015 tutto il Montasio e le mozzarelle prodotte a marchio Latterie Friulane sono certificati dal marchio AQUA.
AQUA è una Certificazione di Filiera attuata rispetto a un disciplinare della Regione Friuli Venezia Giulia per garantire l’origine locale dei prodotti e la produzione con elevati standard di qualità cui hanno aderito diverse aziende della Regione.
«La produzione del Montasio DOP è rimasta la stessa e viene effettuata con la cura e attenzione di un tempo. La nostra prossima sfida è riuscire a promuovere il prodotto fuori regione e portare questa eccellenza dove sappiamo esiste già una richiesta» ha detto Della Mora nel corso dell’incontro.
La mattinata si è conclusa con una serie di assaggi di prodotti freschi e ho pensato a come impiegare una ricotta autentica, come quella delle Latterie Friulane.
Credo che assaporarla quasi al naturale renda onore a un prodotto così genuino e vi lascio, quindi, con qualche spunto.




Bruschette con base ricotta +….


1) Rapanelli tagliati fini marinati con succo di limone, sale, pepe (riposo circa 20 minuti), a finire buccia di limone

2) Zucchine grigliate, pepe e nocciole tostate

3) Uva fragola saltata appena in padella con un filo d'olio e timo

4) Noci macadamia o mandorle a lamelle, lavanda, petali di fiori essiccati e miele

5) Datteri tagliati a striscioline, pinoli tostati e rosmarino

6) Mirtilli, timo, noci e miele


Autunno

Nel weekend Castelli aperti a Strassoldo "In Autunno: Frutti, Acque e Castelli"

venerdì, ottobre 20, 2017

Sabrina Lorenzi © All rights reserved
Nel corso del prossimo fine settimana (21-22 ottobre 2017) si svolgerà a Strassoldo la consueta manifestazione "In Autunno: Frutti, Acque e Castelli", che vede l'apertura dei castelli gemelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto, all'interno, artigiani, artisti, antiquari e vivaisti d’eccellenza, esporranno i propri manufatti in una cornice decorata a festa per l'occasione.
Nel corso del fine settimana, quindi, il pubblico avrà la possibilità di visitare i due castelli millenari e i loro parchi secolari di risorgiva, che normalmente non sono aperti al pubblico.
E' come fare un tuffo nel passato, i prodotti realizzati dagli artigiani vengono inseriti tra i mobili antichi e i cimili di famiglia facendo respirare un'aria di altri tempi.
Anche in questa occasione il brolo del castello di Sopra ospiterà vivaisti di nicchia, che verranno affiancati da espositori di articoli per la casa e il giardino in stile country.
L'edizione autunnale, poi, è anche l'occasione per iniziare a pensare al Natale, impossibile non riuscire a trovare qualche regalo originale, interamente realizzato a mano.
In più per tutto il week-end, una guida turistica condurrà i visitatori alla scoperta del borgo castrense e del vicino borgo di Santa Maria in Vineis. Le visite sono gratuite e si svolgeranno nei seguenti orari al mattino alle ore 11 e il pomeriggio alle ore 15 e 16.
Vi lascio di seguito alcune foto scattate durante la scorsa edizione primaverile e spero troviate il tempo per farci una scappata questo weekend. Ne vale proprio la pena!
A fondo pagina potete trovare costi, orari e dati di contatto.
Ah dimenticavo, l'evento si tiene anche in caso di pioggia, poichè gli spazi espositivi sono prevalentemente all'interno.
 
Sabrina Lorenzi © All rights reserved
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In Autunno, Frutti, Acque e Castelli
21 e 22 ottobre 2017 
(dalle 9 alle 19) 
 
L’entrata è a pagamento*:
  • Biglietto unico di € 12, per entrare in 6 aree diverse (3000 mq coperti e 15.000 mq scoperti): interni castello di Sopra con suo parco, interni Castello di Sotto, Foledôr, Cancelleria, Pileria del riso, Brolo/Area vivaisti
  • Bimbi 5-12 anni: € 5
  • Gruppi di almeno 20 persone: € 10
(photo courtesy of  Castello di Strassoldo SAS)
Contatti 
CASTELLO DI STRASSOLDO DI SOPRA
via dei Castelli, 21 
33050 Strassoldo, Friuli-Venezia Giulia, Udine, Italia
 

Cheesecake

Torta alla yogurt e fragole con bisquit alla melissa

martedì, maggio 23, 2017



Nel weekend abbiamo l’abitudine di dedicare sempre un momento alla famiglia: un pranzo da condividere con i nonni o anche semplicemente un breve incontro per un caffè.
Spesso mi piace preparare un dolce per rendere il momento ancor più conviviale. La scorsa settimana, complici delle fragole meravigliose, ho pensato di preparare una torta a base di frutta, ingrediente che amo utilizzare durante tutto il periodo primaverile-estivo.
Sono partita con l’idea di realizzare qualcosa di fresco, come una delle tante torte alla yogurt senza cottura. E’ un dessert che apprezzo perché delicato e piuttosto rapido da realizzare, ma questa volta la creatività ha preso il sopravvento e così, pur mantenendo fede all’idea iniziale, ho optato per una base diversa dai consueti biscotti.
Ho realizzato un bisquit arricchito con dei pistacchi, aggiunto uno strato di panna, e ho profumato entrambi con della melissa, che con il suo lieve sentore di limone ben si sposa con le fragole e lascia una sensazione di piacevole freschezza al momento dell’assaggio. Ma veniamo alla ricetta :-)



Torta alla yogurt e fragole con bisquit alla melissa
Per uno stampo da 22 cm di diametro

Per il bisquit
4 uova
60 gr di zucchero
i semi di ½ bacca di vaniglia
la buccia di una piccola arancia bio
40 gr di farina
40 gr di frumina
¼ di cucchiaino di lievito
40 gr di pistacchi sgusciati
4 gr di foglie di melissa
30 gr di burro fuso

Per la mousse alla panna profumata alla melissa
220 gr di panna
3 gr di fogli di gelatina
4 gr di foglie di melissa
½ bacca di vaniglia
20 gr di zucchero

Per la mousse allo yogurt
250 gr di panna
200 gr di yogurt
50 gr di zucchero
100 gr di fragole frullate
4 gr di fogli di gelatina 
marmellata di fragole e frutta fresca per decorare

Partiamo dalla realizzazione del bisquit: preriscaldate il forno a 180° (ventilato). Montate i bianchi d’uovo con lo zucchero e un pizzico di sale, quando saranno ben sodi aggiungete delicatamente i tuorli leggermente sbattuti e aggiungete la buccia grattugiata dell’arancio e i semi della bacca di vaniglia. Tritate i pistacchi e la melissa aiutandovi con un minipimer e incorporateli con movimenti lenti, dal basso verso l’alto, al composto d’uovo setacciandoli assieme alla farina, il lievito e la frumina. Per ultimo unite il burro fuso tiepido. 
Ricoprite uno stampo rotondo a cerniera con della carta forno, versate al suo interno il composto e infornate per 15-20 minuti, fino a quando la torta risulterà dorata (fate la prova dello stecchino). Una volta cotta, sfornatela e fatela raffreddare su una grata. 

Preparate la mousse alla panna. 
Mettete i fogli di gelatina in ammollo in acqua fredda. In un pentolino portate ad ebollizione 100 gr di panna con lo zucchero e la melissa e fate cuocere per 3 minuti a fiamma bassa. Spegnete e aggiungete la gelatina ben strizzata. Fate raffreddare. Nel frattempo montate la rimanente panna e tenetela al fresco. 
Quando il composto di panna e melissa sarà ormai freddo, filtratelo con una colino a maglie fini e aggiungetelo alla panna montata con delicatezza. 
Iniziate a montare il dolce: tagliate il bisquit in 3 stati. Ponete il primo strato all’interno dello stampo a cerniera, che avete utilizzato per la cottura. Spalmatelo con alcuni cucchiai di marmellata di fragole, coprite con il secondo strato di bisquit e distribuite la mousse alla panna. Mettete in frigorifero a rassodare. 

Passate ora alla realizzazione della mousse allo yogurt. 
Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda. Scaldate la frutta frullata assieme allo zucchero fino a quando si sarà sciolto, togliete dal fuoco aggiungete la gelatina ammorbidita e ben strizzata. 
Aggiungete lo yogurt poco alla volta, e infine incorporate al composto ottenuto la panna, che avrete montato ben soda. 
Riprendete la torta dal frigorifero coprite la mousse alla panna con l’ultimo strato di bisquit alla melissa e completate con la mousse di yogurt e fragole. Mettete in frigorifero per 6 ore, meglio se per tutta la notte. 
Al momento di servire sformate la torta e decorate con fragole fresche e fiori eduli.



#germoglidiprimavera

Pancake al grano saraceno con salmone e Asparagi Bianchi di Cimadolmo I.G.P. al forno

martedì, maggio 02, 2017


Attendo con ansia la primavera, che riporta sulle nostre tavole gli asparagi: una verdura versatile, ricca di sapore, e di proprietà. Mi piace consumarli in svariati modi, dal risotto, alla pasta, li adoro con le uova, la carne, o anche semplicemente in un panino assieme al prosciutto crudo.
Se anche voi siete amanti di questi freschi #germoglidiprimavera e vi piace trascorrere i weekend fuori porta, alla scoperta di borghi e prodotti del nostro paese non potete perdere i numerosi appuntamenti che per l'undicesimo anno si susseguiranno in questo periodo nelle province di Treviso e Venezia.
La rassegna "Germogli di Primavera" celebrerà l'inizio della bella stagione con diversi incontri e feste tradizionali dedicate agli asparagi ad Indicazione Geografica Protetta.
Infatti, le terre alluvionali del Piave e del Sile fertili e ricchi di minerali, sono da secoli luoghi ideali per la coltivazione degli asparagi.
Negli ultimi anni due varietà sono tutelate a livello europeo dall’Indicazione Geografica Protetta: si tratta dell’Asparago di Badoere, di cui vi avevo parlato lo scorso anno (qui la ricetta) e l’Asparago Bianco di Cimadolmo.
L’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP viene coltivato in 11 comuni della provincia di Treviso e si caratterizza per turioni bianchi, teneri e privi di fibrosità.
Se volete organizzare una gita, fino al 7 maggio verrà organizzata la "42a Festa dell´Asparago Bianco di Cimadolmo IGP" , mentre proseguirà fino al 29 maggio la "Rassegna enogastronomica" che coinvolge i ristoranti del territorio.
Il programma completo degli eventi, delle mostre e dei ristoranti, che aderiscono all'iniziativa lo potete trovare a questa pagina.
Ed ora veniamo alla ricetta, che può essere servita come antipasto o anche come piatto unico. Gli asparagi sono cotti al forno, per conservarne al massimo il sapore, vengono abbinati al salmone affumicato e poi serviti con pancakes al grano saraceno e erbe fresche e una crema di panna acida.


Pancake al grano saraceno con salmone e Asparagi Bianchi di Cimadolmo I.G.P. al forno
Ingredienti per 4 persone (8 pancakes)
Per i pancakes
2 uova medie
50 gr di farina 00
50 gr di farina di grano saraceno
25 gr di parmigiano
70 ml di latte
1 cucchiaio tritato di coriandolo
1 cucchiaio tritato di basilico
1 cucchiaio tritato di basilico
1/2 cucchiaino di lievito
sale, pepe

Per l'accompagnamento
10 Asparagi Bianchi di Cimadolmo I.G.P.
200 gr di salmone affumicato
80 gr di panna acida
pepe rosa
olio extravergine d'oliva 

Accendete il forno a 170° ventilato (180° statico). Pulite gli asparagi, tagliateli in diagonale e conditeli con sale, pepe rosa e olio extravergine d'oliva.
Distribuiteli su una teglia ricoperta da carta forno e cuoceteli per circa 12 minuti.
Nel frattempo preparate la crema amalgamando alla panna acida, sale, pepe e un po' d'olio.
In una ciotola setacciate i due tipi di farina con il sale, un pizzico di pepe, il lievito e aggiungete infine le erbe tritate.
In un'altra ciotola sbattete le uova con il latte, aggiungete il parmigiano e incorporate quindi la componente liquida a quella secca. Mescolate con cura fino a quando otterrete un composto morbido e omogeneo. Scaldate in una ampia pentola antiaderente un cucchiaio d'olio, quando sarà caldo versate un paio di cucchiaiate di impasto, facendole colare dall'alto, e formate 4 pancakes, che cuocerete da entrambi i lati fino a quando saranno dorati. Teneteli al caldo e proseguite la cottura dell'impasto rimasto. Gli asparagi ormai saranno cotti.
Servite i pancakes con alcune fette di salmone affumicato, gli asparagi al forno e la panna acida come accompagnamento, completate con una spolverata di pepe rosa e qualche erba aromatica.

Autunno-Inverno

Mini Gugelhupf al caffè con crema al mascarpone

lunedì, gennaio 23, 2017

La settimana scorsa la bora ha soffiato con forza a Trieste, il freddo è stato intenso e pungente.
In giornate così la voglia di uscire scende ai minimi termini, la casa diventa un rifugio tranquillo, dove coccolarsi con un caffè e qualche dolce, magari in compagnia di un buon libro.
In famiglia amiamo molto il caffè e la macchina per il caffè espresso è quotidianamente in funzione, scandendo piccoli momenti di condivisione.
È stato quindi naturale pensare a un dolce che contenesse questa bevanda, imprigionandola in una forma che è tanto cara alla nostra area geografica: il gugelhupf.
In cima ho voluto aggiungere una crema al mascarpone e caffè: un decoro soffice per completare questo piccolo peccato di gola.


Mini Gugelhupf al caffè con crema al mascarpone
Ingredienti per 24 mini Gugelhupf:

180 ml di caffè espresso
1 uovo grande
65 gr di burro ammorbidito
65 gr di zucchero
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
85 gr di farina
15 gr di cacao amaro
40 gr di latte 
1 cucchiaino di lievito chimico
un pizzico di sale
40 gr di nocciole tritate
35 gr di cioccolato fondente 50%
20 gr di panna
2 cucchiai di latte
(burro e farina per la teglia)

Per la crema al mascarpone aromatizzata al caffè
150 gr di mascarpone
150 gr di panna
1 uovo piccolo
40 gr di zucchero
60 ml di caffè espresso


Preparate 180 ml di caffè espresso (3 dosi circa) e lasciate raffreddare.
Sbattete con una frusta il burro morbido con 25 gr di zucchero, un pizzico di sale e l’estratto di vaniglia fino a che diventerà bianco e spumoso. Separate la chiara del tuorlo e unite quest’ultimo al composto di burro e zucchero, amalgamandolo per bene.
Aggiungete a questo punto la farina, setacciata con 10 gr di cacao e a seguire le nocciole tritate. Unite ora il latte mescolato con 120 ml di caffè e per ultimo la chiara montata ben soda, cui avrete aggiunto 25 gr di zucchero e un pizzico di sale. Se il composto dovesse risultare ancora troppo sodo aggiungere ancora alcuni cucchiai di latte.
Ungete uno stampo da mini gugelhupf, infarinatelo  e cuocete le tortine per circa 10-12 minuti a 150° in forno ventilato. Prima di sfornare fate la prova dello stecchino. Quando i dolci saranno cotti, sfornateli e fateli raffreddare su una grata.
Preparate la crema. Montate l’uovo con lo zucchero, e quando sarà spumoso aggiungete il 60 ml di caffè. Aggiungete il mascarpone setacciato e amalgamate per bene. Montate la panna ben ferma e unitela al composto di mascarpone. Coprite e riponete in frigorifero.
Preparate anche la copertura: mescolate in un pentolino 2 cucchiai di latte, 5 gr di cacao, 20 gr di panna, 15 gr di zucchero e 35 gr di cioccolato fondente 50% e portate ad ebollizione. Fate addensare brevemente e lasciate che il composto si intiepidisca.
Quando i dolci saranno completamente freddi, decorateli con la copertura al cioccolato, facendo cadere alcune gocce lungo i lati e, aiutandovi con un sac à poche, decorate la cima con la crema al mascarpone.

Moltiplicando la dose per 4 potrete ottenere un gugelhupf grande (stampo da 2,5 litri). In questo caso cuocetelo per 50-60 minuti circa.

Angelo Parodi

Frittelle di cavolfiore e acciughe

lunedì, dicembre 26, 2016

Ancora una ricetta per Angelo Parodi: un'idea perfetta per un buffet o un aperitivo "Frittelle di cavofiore e acciughe".
Una pasta lievitata rese ancora più soffice dal cavolfiore ed insaporita con la pasta di acciughe: da provare assolutamente. Un ottimo sfizio per il cenone di Capodanno !
Potete trovare la ricetta e passaggi a questo indirizzo.

Angelo Parodi

Ventagli di melanzane farciti con tombarello e pomodoro

martedì, settembre 20, 2016

 
 
Si rinnova anche quest'anno la collaborazione con i prodotti Angelo Parodi.
E' sempre un piacere per me creare nuove ricette e utilizzare prodotti che apprezzo davvero.
Il primo piatto realizzato ricorda ancora l'estate: sono dei "Ventagli di melanzane farciti con tombarello e pomodoro". 
Un piatto leggero, in cui le melanzane vengono cotte al forno, che si presta ad essere consumato a temperatura ambiente oppure caldo, accompagnato semplicemente a del riso bollito per ottenere un perfetto piatto unico.
Potete trovare gli ingredienti necessari alla realizzazione della ricetta e tutte le indicazioni a questo link. 

Dolci fritti

"Mense e banchetti nella Udine Rinascimentale" e delle deliziose Frittelle di chiare d'uovo, fior di farina, formaggio fresco e fiori di sambuco

martedì, maggio 31, 2016




Lo scorso 18 maggio ho partecipato, assieme ad un gruppo di blogger, a una visita guidata della mostra “Mense e Banchetti nella Udine rinascimentale” presso il Castello del capoluogo friulano.
La mostra raccoglie trecento esemplari provenienti dai depositi dei Civici Musei, dagli scavi e dalle ricerche condotte in città dalla Sovrintendenza archeologia del FVG e illustra attraverso libri, vasellame e stoviglie i rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento.


I reperti esposti riescono, attraverso un percorso molto piacevole, a ricomporre l’immagine della città medievale e delle sue successive trasformazioni.
Siamo state accompagnate nella nostra visita dall’archeologa Micaela Piorico e dalla dottoressa Elisa Pallavicini, studiosa di ricettari inediti, che sono state capaci di tracciare un bel quadro dell’epoca.
Abbiamo appreso con curiosità che il primo libro stampato in Friuli e pubblicato a Cividale nel 1480 è stato il ricettario dell’umanista Bartolomeo Platina, dal titolo “De onesta voluptate et valetudine”.

Un estratto dal libro del Platina “De onesta voluptate et valetudine"

Allora i ricettari, a differenza dei libri che noi conosciamo, erano perlopiù un mero elenco di ingredienti, non erano suddivisi per portata e non seguivano un ordine alfabetico.
Tutte le pietanze ruotavano attorno a 4 elementi: caldo, secco, umido e freddo e tutti i menù tenevano sempre conto di queste contrapposizioni.
Si cucinava a fuoco vivo, sulle braci, quindi calcolare i tempi di cottura - che nei testi venivano spesso indicati con il numero di Ave Maria da recitare - non era cosa da poco e persino l’osservazione della fiamma era essenziale per la buona riuscita del piatto.


 
Lo sviluppo economico della città si evince sia dalla sontuosità delle dimore sia dai corredi da tavola ricercati, che seguivano mode precise e potevano arrivare da lontano, da Faenza o addirittura dalla Spagna.


Sono questi i secoli in cui si sviluppa il “graffito friulano”, una produzione ceramica di altissimo livello, come si evince dalle mattonelle parietali rinvenute in Palazzo Ottelio.


Molte le informazioni racchiuse anche nelll’Ultima cena di Pomponio Amalteo, un olio su tela di grandi dimensioni esposto nella Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei, che rappresenta l’interno di una sala dall'architettura rinascimentale con molti riferimenti ai rituali dell’epoca.



Con l’ausilio della multimedialità, che evidenzia di volta in volta alcuni particolari, è possibile cogliere aspetti tipici dei banchetti rinascimentali, che erano un’occasione per deliziare il palato con cibi elaborati e coreografici.
Arredi, decori, l’apparecchiatura della tavola, l’aria, il cui aroma doveva essere intonato alla stagione, tutto contribuiva a ostentare il rango del padrone di casa, il suo prestigio e il suo potere.


I banchetti erano sontuosi: basti pensare che nel corso di una cena organizzata per Carlo V vennero serviti ben 778 piatti diversi.
Per entrare nello spirito dell’epoca, vi propongo un piatto tratto proprio dal libro “De onesta voluptate et valetudine” di Bartolomeo Platina e rielaborata dalla dottoressa Pallavicini.
Queste frittelle venivano consumate sia calde sia fredde, accompagnate da fiori di borragine o salvia. In questo caso ho voluto arricchire la ricetta con dei fiori di sambuco, tipici del periodo primaverile.
Il risultato sono delle frittelle molto soffici, profumate, che sanno piacevolmente di antico.
Se lo gradite, potete cospargerle con dello zucchero a velo, anche se - a mio modo di vedere - sono ottime al naturale con il lieve contrasto tra il dolce e il salato, che viene conferito dal formaggio stagionato.


Frittelle di chiare d'uovo, fior di farina, formaggio fresco e fiori di sambuco
Ingredienti per 12 frittelle:
 
Montasio Stravecchio 70 gr
Casatella trevigiana 70 gr
albumi 3
farina 00 70 gr
zucchero 3 cucchiai
fiori di sambuco 30 gr
Olio di arachide per friggere


Grattugiare i due tipi di formaggio, aggiungere gli albumi, la farina e lo zucchero e creare un impasto liscio e morbido. Alla fine amalgamare con delicatezza i fiori di sambuco lavati e asciugati.
Portare l'olio a temperature (170°C) e versarvi l'impasto a cucchiaiate.
Cuocere le frittelle fino a quando saranno ben dorate. Scolarle e farle asciugare per bene su della carta assorbente. A piacere cospargere con un po’ di zucchero.


Se siete curiosi di scoprire tutti i segreti sull’alimentazione degli antichi udinesi il 3 e 17 giugno potrete conoscere ed assaggiare ciò che veniva servito sulla tavola dei Savorgnan e delle altre grandi famiglie nobiliari cittadine all’epoca rinascimentale.
Dalle ore 18 è prevista una vista guidata in compagnia di un archeologo, cui seguirà una degustazione di pietanze tratte dal ricettario del Bartolomeo Platina la cui realizzazione verrà affidata allo chef Roberto Gruden della Gastronomica Friulana.
Le tecniche di preparazione e ingredienti saranno dell’epoca, per offrire un gusto quanto più possibile vicino ai sapori del tempo. La prenotazione è obbligatoria entro il giovedì sera.


'MENSE E BANCHETTI NELLA UDINE RINASCIMENTALE'
Museo Archeologico, Castello di Udine
aperta al pubblico fino al 18 settembre 2016
da martedì a domenica dalle 10.30 alle 17
Biglietto: intero 5 euro - ridotto 2,50 euro
Civici Musei tel. 0432-1272591
Puntoinforma tel. 0432-1273717


PER LE DEGUSTAZIONI
lun-mar-giov 9-13 e 14-17
merc-ven 9-13
e-mail didatticamusei@comune.udine.it
tel.(+39) 0432-1273749
fax (+39) 0432-1270343

Asparago di Badoere

Cake alla Casatella Trevigiana ed erbe aromatiche con insalata primaverile di asparagi bianchi di Badoere e spinacini

venerdì, maggio 13, 2016


Sabrina Lorenzi © All rights reserved

Sabato 28 e domenica 29 maggio prossimi si festeggerà a Treviso, in Piazza dei Signori, l’VIII anniversario del conferimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) alla Casatella Trevigiana.
La Casatella Trevigiana è il primo formaggio fresco a pasta molle in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento DOP nel 2008.
Nel corso dell’ultimo weekend di maggio, in occasione della ricorrenza, sono previste numerose attività nella piazza più importante di Treviso e ci sarà inoltre la possibilità di degustare questa specialità dal sapore semplice e delicato presso gli spacci degli associati al Consorzio.

Tipico della provincia trevigiana, un tempo questo formaggio era prodotto nelle piccole aziende agricole di campagna che variavano la produzione a seconda delle stagioni. Si preferiva realizzarlo d'inverno, quando il latte risultava più ricco di grassi.
Originariamente il formaggio veniva chiamato "casada" (che in dialetto trevigiano significa appunto casa) e il nome odierno con ogni probabilità deriva da questa vecchia denominazione.
Oggi la Casatella Trevigiana DOP viene prodotta tutto l'anno; il latte utilizzato per la sua realizzazione proviene esclusivamente dalle stalle della provincia di Treviso e anche il processo con cui viene realizzato (caseificazione, maturazione e confezionamento) deve svolgersi nella zona di produzione.

In occasione della manifestazione di quest’anno la Casatella viene abbinata a un altro prodotto tipico del territorio veneto, l’Asparago di Badoere IGP dal sapore dolce e aromatico.
La Casatella è un formaggio molto versatile che si presta sia a preparazione salate sia dolci.
Vi propongo una ricetta di stagione, che ben si adatta anche a un pasto veloce da preparare in anticipo, ma si presta anche a essere trasportata per un pic nic all’aria aperta. Si tratta di un cake di Casatella ed erbe, cui viene abbinata una fresca insalata di asparagi cotti e crudi e spinacini, arricchita con fiori di campo. Nulla vieta di aggiungere all’insalata semi o frutta secca.

Sabrina Lorenzi © All rights reserved

Cake di Casatella Trevigiana DOP con insalata primaverile di asparagi e spinacini
Ingredienti per 6 persone

Per il cake
Casatella Trevigiana DOP 150 gr
farina 180 gr
uova 3
latte 15 cl
olio extravergine d'oliva 5 cucchiai
grana padano grattugiato 2 cucchiai
lievito chimico 1/2 bustina
sale
pepe
erbe fresche (a piacere timo, salvia, erba cipollina, finocchietto)

Per l'insalata
asparagi bianchi ( io Asparagi di Badoere IGP) 400 gr
spinacini freschi 100 gr
olio extravergine d'oliva e aceto di mele, sale e pepe per condire 


Sabrina Lorenzi © All rights reserved


In una ciotola sbattete le uova con l'olio, le erbe tritate e il latte. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e incorporate quindi il grana e la Casatella tagliata a cubetti; aggiustate di sale e pepe.
Versate il composto in uno stampo da plum cake da 22 cm ricoperto da carta forno e cuocete nel forno statico a 180° per circa 50 minuti, prima di sfornare fate la prova dello stecchino.

Nel frattempo preparate l'insalata: lavate e asciugate le foglie di spinacino, mondate gli asparagi togliendo eventuali parti legnose e raschiando la parte finale del gambo.
A questo punto ricavate dagli asparagi 2 parti: della parte superiore tagliate la punta in due stirsce e il resto in piccoli cubetti, della parte inferiore, invece, con una mandolina ricavate delle fettine sottili che andrete a  conservare in acqua fredda .
Sbollentate brevemente i cubetti e le punte degli asparagi in acqua calda salata e poi raffreddate velocemente in acqua fredda. Mettete da parte. Lavate e asciugate eventuali fiori di campo (tarassaco, violette, pratoline, a seconda della stagione e sulla base di quello che offrono i campi o il vostro giardino)

Quando il cake sarà pronto preparate l'insalata mescolando gli spinaci con gli asparagi cotti e quelli crudi, condite con olio e aceto di mele, salate, pepate e aggiungete i fiori. A piacere potete aggiungere semi (es. girasole, lino, zucca) o frutta secca come pinoli o mandorle a lamelle tostate.
Servite il cake con un po' di insalata e accompagnandolo con una fetta di Casatella fresca.


Se avete piacere di partecipare all’evento, seguendo questo link potrete trovare il programma dettagliato della manifestazione: una bella occasione per organizzare un weekend primaverile fuori porta alla scoperta di prodotti di qualità del nostro paese.

Manifestazioni-Saloni-Eventi

Castelli aperti a Strassoldo - "In Primavera: Fiori, Acque e Castelli"

martedì, marzo 15, 2016

Sabrina Lorenzi © All rights reserved

Castelli aperti a Strassoldo (UD) il prossimo 19 e 20 marzo 2016 per la tradizionale manifestazione "In Primavera: Fiori, Acque e Castelli" 
Anche questa primavera a Strassoldo verrà offerta ai visitatori la possibilità di scoprire un patrimonio storico millenario, solitamente non accessibile al pubblico, in un atmosfera unica e suggestiva. 
Il percorso di visita si svilupperà attraverso le sale dei due manieri e altri antichi edifici del borgo e sarà arricchito da decorazioni floreali e dalla presenza di maestri artigiani e artisti, che esporranno le loro proposte.
Non mancherà la sezione dedicata ai vivaisti, che nell'antico brolo esporranno le loro preziose collezioni di antichi alberi da frutta, erbe aromatiche, piante originali e rare.
Visitare quei luoghi è per me sempre una grande gioia, gli ambienti sono unici, le decorazioni raffinate e curate in ogni dettaglio, un luogo in cui si respira un'aria di altri tempi e ci si allontana per un po' dalla frenesia della città.
Vi lascio alcune foto scattate nel corso dell'edizione autunnale, immaginate cosa possano diventare quei luoghi con l'arrivo della primavera...
 
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L’entrata è a pagamento*:
  • Biglietto unico di € 12, per entrare in 6 aree diverse (3000 mq coperti e 15.000 mq scoperti): interni castello di Sopra con suo parco, interni Castello di Sotto, Foledôr, Cancelleria, Pileria del riso, Brolo/Area vivaisti
  • Bimbi 5-12 anni: € 5
  • Gruppi di almeno 25 persone: € 10 (1 gratuità ogni 25 pax).
  • Biglietto valido SOLO per l’area vivaisti: € 5 adulti – € 3 bimbi 5-12 anni
Contatti 
CASTELLO DI STRASSOLDO DI SOPRA
via dei Castelli, 21 
33050 Strassoldo, Friuli-Venezia Giulia, Udine, Italia
+39 0431 93095 (Elisabetta Strassoldo-Graffemberg).
 

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