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Latterie Friulane: alla scoperta dello stabilimento di Campoformido

martedì, novembre 13, 2018



Un paio di settimane fa, sono stata a Campoformido per una visita allo stabilimento delle Latterie Friulane in occasione di un blog tour. Trovo il turismo industriale sempre molto proficuo, poiché soddisfa la mia curiosità di vedere dove e come nasce un prodotto, permette di valutare le esperienze, la ricerca, le difficoltà e l’impegno che si celano nelle diverse realtà.
Da 85 anni, Latterie Friulane produce latte fresco, yogurt, ricotta in cestello, mozzarella e Montasio DOP. Il marchio è attualmente la più grande realtà del settore lattiero-caseario del Friuli Venezia Giulia e nello stabilimento di Campoformido, acquisito nel 2015 da Parmalat, sono impegnati circa 135 addetti.


Negli ultimi 3 anni sono stati fatti importanti investimenti economici, finalizzati al miglioramento degli impianti e sono state avviate nuove collaborazioni con gli allevatori friulani. L’impegno ha portato risultati in termini di volumi di vendita e ha segnato un +81% per il latte -anche in seguito allo spostamento della produzione dello stabilimento di Torviscosa-, + 52% per lo yogurt, + 87% per la mozzarella, +79% per la ricotta.

Elemento caratteristico del Latte Fresco delle Latterie Friulane è la filiera 100% friulana: l’intero ciclo del prodotto, dalla mungitura alla vendita avviene in Friuli Venezia Giulia. 
Attualmente l’approvvigionamento di latte viene garantito da circa 6000 mucche selezionate in più di 100 allevamenti presenti sul territorio che forniscono indicativamente 150.000 litri di latte al giorno.
Gli allevamenti vengono controllati e monitorati per garantire la massima qualità, sicurezza e tracciabilità locale e questo consente avere prodotti veramente freschi, perché la provenienza del latte in un raggio di 90 km dallo stabilimento, permette una lavorazione a filiera corta.



Latterie Friulane, inoltre, è sempre alla ricerca di prodotti che si leghino al concetto di tradizione e naturalità, oltre al latte tradizionale, può contare sulla produzione de “Il latte di una volta” che si caratterizza per il suo gusto pieno e uno strato naturale di crema in superficie, proprio come quello di un tempo e “Lo yogurt di una volta”, che racchiude in un vasetto di vetro uno yogurt cremoso e il gusto della frutta in tre aromatizzazioni particolari (miele e noci, fichi caramellati e mele cotogne). Per la ricotta viene utilizzato il siero di latte intero con l'aggiunta di una piccola quantità di panna. La lavorazione viene fatta interamente a mano, il prodotto viene riposto quindi in un cestello forato e poi confezionata, in questo modo viene conservato il chicco e si ottiene una ricotta fresca e delicata.

Negli ultimi anni grande importanza è stata data al biologico, come ha spiegato nel corso dell’incontro il direttore di stabilimento Filippo Golin: “Sono state avviate proficue collaborazioni con due aziende locali, l’Azienda agricola Russi e la Tenuta Marianis che hanno scelto di seguire Latterie Friulane nel suo percorso.”
Nell’arco di due anni le aziende si sono convertite al biologico e attualmente Tenuta Marianis, vanta la mandria di pezzata rossa più grande d’Italia (700 capi di bestiame, 350 in lattazione) ed è la più grande stalla biologica a livello nazionale. Le due aziende agricole forniscono a Latterie Friulane 12.000 litri di latte biologico al giorno che vengono impiegati per la produzione di tutta la linea: latte, yogurt, mozzarella. 

Tra le varie produzioni dello stabilimento, il Montasio DOP è indubbiamente il fiore all’occhiello delle Latterie Friulane- prodotto in Friuli sin dal XIII secolo – è un formaggio a pasta cotta, semidura, ottenuto esclusivamente con latte bovino prodotto nella zona di produzione che si caratterizza per quattro stagionature: Fresco, Mezzano, Stagionato e Stravecchio. 
Nello stabilimento di Campoformido, nel giorno di produzione vengono realizzate circa 1.200 forme sotto l’occhio vigile di Franco Della Mora, mastro casaro da tre generazioni, che custodisce gelosamente i segreti per la realizzazione di questo prodotto.




L’attenzione alla Qualità, con il controllo dell’intero processo produttivo sono l’impegno quotidiano dell’azienda e oltre alle certificazioni ISO 90001, la Certificazione secondo lo standard IFS e BRC finalizzate a garantire la Sicurezza Alimentare del prodotto finito e la Certificazione BIOLOGICA, da luglio 2015 tutto il Montasio e le mozzarelle prodotte a marchio Latterie Friulane sono certificati dal marchio AQUA.
AQUA è una Certificazione di Filiera attuata rispetto a un disciplinare della Regione Friuli Venezia Giulia per garantire l’origine locale dei prodotti e la produzione con elevati standard di qualità cui hanno aderito diverse aziende della Regione.
«La produzione del Montasio DOP è rimasta la stessa e viene effettuata con la cura e attenzione di un tempo. La nostra prossima sfida è riuscire a promuovere il prodotto fuori regione e portare questa eccellenza dove sappiamo esiste già una richiesta» ha detto Della Mora nel corso dell’incontro.
La mattinata si è conclusa con una serie di assaggi di prodotti freschi e ho pensato a come impiegare una ricotta autentica, come quella delle Latterie Friulane.
Credo che assaporarla quasi al naturale renda onore a un prodotto così genuino e vi lascio, quindi, con qualche spunto.




Bruschette con base ricotta +….


1) Rapanelli tagliati fini marinati con succo di limone, sale, pepe (riposo circa 20 minuti), a finire buccia di limone

2) Zucchine grigliate, pepe e nocciole tostate

3) Uva fragola saltata appena in padella con un filo d'olio e timo

4) Noci macadamia o mandorle a lamelle, lavanda, petali di fiori essiccati e miele

5) Datteri tagliati a striscioline, pinoli tostati e rosmarino

6) Mirtilli, timo, noci e miele


Antipasti

Canapè di pinza triestina con spuma di ricotta all’extravergine Mackè e rafano con prosciutto cotto in crosta

sabato, aprile 04, 2015


Da Natale a Pasqua è un attimo ;-)
La mia assenza è stata decisamente lunga. Il progetto di una nuova casa sta assorbendo tutte le mie energie, e il tempo da dedicare alla cucina è veramente limitato.
Ci sono alcuni eventi che vorrei raccontare, e spero di riuscire a farlo a breve, ma non potevo lasciar passare la Pasqua senza i miei personali auguri a tutti coloro che ancora mi seguono.
La ricetta è assolutamente in tema ed è stata creata per la realizzazione del calendario aziendale dell'olio Parovel.
Assieme ad altre tre amiche blogger della regione abbiamo elaborato dei finger food, dolci e salati, utilizzando la gamma di oli extravergini prodotti da Parovel.
La ricetta di aprile è la mia, ed è stata pensata proprio per la Pasqua, quindi quale occasione migliore per proporverla?
Si tratta di un "Canapè di pinza triestina con spuma di ricotta all’extravergine Mackè e rafano e prosciutto cotto in crosta".
Questo finger food, facilissimo da realizzare, s'ispira alla tradizione triestina che vedeva l'abbinamento della pinza (un lievitato dolce tipico locale che viene sfornato proprio in questo periodo dell'anno) al prosciutto cotto tagliato a mano.
La spuma di ricotta che ho abbinato viene insaporita con del rafano e profumata con il Mackè, un fruttato medio, equilibrato con sensazione iniziale di dolce, amaro e piccante di media intensità.
Se siete curiosi, trovate le ricette precedenti del calendario nella sezione del sito Parovel dedicata alle ricette.

Canapè di pinza triestina con spuma di ricotta all’extravergine Mackè e rafano con prosciutto cotto in crosta
Ingredienti per 8 persone

200 g di pinza triestina
300 g di ricotta
4 cucchiai di mascarpone
50 g di rafano grattugiato
200 g di prosciutto cotto in crosta
olio extravergine d’oliva Rozò
sale
erba cipollina per decorare


Lavorate la ricotta con 6-8 cucchiai d’olio aiutandovi con una frusta elettrica e create una spuma soffice; incorporate delicatamente il mascarpone e il rafano grattugiato, riponete il composto in frigorifero coperto con della pellicola trasparente.
Affettate la pinza e, con l’aiuto di un coppapasta, create circa 24 canapè della forma desiderata.
Stendete su ciascuna tartina uno strato di spuma di ricotta o, se preferite un effetto più “scenografico”, utilizzate una sac à poche per disporre il composto.
Per ultimo posizionate in cima a ciascun canapè un pezzetto di prosciutto cotto e decorate con erba cipollina tritata e un filo d’olio.
Conservate in frigorifero coperto con un telo umido fino al momento del servizio.







#LeMerendediCamilla

#LeMerendediCamilla dal 31 marzo - 4 aprile. Questa settimana focaccina morbida di ricotta

giovedì, aprile 17, 2014

Foto Sabrina Lorenzi © CaL

#leMerendediCamilla dal 31 marco al 4 aprile contengono una focaccina soffice, soffice alla ricotta che vi consiglio.
Potrebbe essere una buona idea per il picnic di Pasquetta o per dei paninetti da aromatizzare con semini vari per il pranzo di Pasqua.
Domani una nuova ricettina per i giorni di Festa, per ora auguro a tutti i voi una buona giornata :-).

FOCACCINA DI RICOTTA
Ingredienti per 500 gr di impasto

120 gr di latte
1 uovo
20 gr di burro morbido
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
100 gr di ricotta
350 gr di farina bianca 0
8 gr di lievito di birra o 4 gr di lievito secco


Mettete la farina setacciata in una scodella e formate la fontana. Sciogliete il lievito nel latte tiepido cui avrete unito lo zucchero.
Spargete il sale, il burro morbido a pezzetti nell'incavo, la ricotta, l’uovo, date una prima rimestata e versate quindi nella farina la componente liquida.Amalgamate gli ingredienti e lavorate l'impasto fino ad ottenere una palla liscia e morbida, copritela con della pellicola trasparente e lasciatela lievitare coperta per un paio d'ore, in un luogo tiepido (perfetto il forno spento, con la lampadina accesa).
Potete utilizzare la macchina del pane per impastare, inserendo prima la componente liquida e poi quella solida. Programma impasto, 1:30 h circa.
Quando l’impasto sarà lievitato stendetelo con le mani unte d’olio in una teglia ricoperta da carta forno o in alternativa in un rettangolo dal quale ricaverete delle focaccine più piccole, secondo il vostro gusto.
Lasciate lievitare per una mezz’ora, al riparo da correnti d’aria. Spennellate, quindi, con un’emulsione di acqua e olio in uguale quantità, cospargete con un po’ di sale e poi infornate a 180° per circa 20 minuti circa

Per avere al mattino un prodotto appena sfornato, potete formare le focaccine e riporle coperte nella parte bassa del frigorifero.
Al mattino sarà sufficiente toglierle dal frigo il tempo necessario al forno per raggiungere la temperatura e cuocerle secondo i tempi indicati.

Ad Chini

Cheesecake al cioccolato bianco con geleè di mousse di mela e melograno

venerdì, novembre 15, 2013

Manca poco più di un mese a Natale e, se da un lato, i negozi e le vie cittadine iniziano a essere addobbate con luci e decorazioni, anch'io ho iniziato a pensare a qualche ricetta per i giorni di festa.
Un dolce nuovo, qualche antipasto sfizioso... Proprio da queste riflessioni è nato il dolce di oggi che utilizza le mousse di mela e melograno, gentile omaggio della azienda Ad Chini, per la quale già in passato avevo realizzato alcune ricette (le potete trovare qui e qui).
Conoscevo già la qualità delle mousse Ad Chini perché, quando la mia bimba era piccola, erano una merenda comoda da consumare fuori casa; in questo caso, però, ho voluto utilizzarle in maniera diversa.
La mousse di mela e melograno mi è parsa perfetta per un dolce delle feste, le mele mi ricordano lo strudel della nonna e il melograno, beh, con quei suoi granelli rossi evoca il Natale, l'abbondanza.
Ed ecco quindi nascere questa torta, pratica, veloce da realizzare, buona, perfetta da preparare anche in anticipo, ottima anche per chi va un po' di fretta come noi.

Cheesecake al cioccolato bianco con geleè di mousse di mela e melograno
Ingredienti per una torta da 22 cm di diametro
Per la base
biscotti digestive 200 gr
burro 75 gr

Per la geleè di mousse di mela e melograno
mousse di mela e melograno Ad Chini 400 gr , pari a 4 confezioni
colla di pesce 10 gr
zucchero 120 gr

Per la cheesecake al cioccolato bianco
cioccolato bianco 200 gr
ricotta 500 gr
zucchero a velo 50 gr
panna fresca 300 ml 
colla di pesce 15 gr
latte 6 cucchiai

Per decorare
panna fresca 250 ml
zucchero a velo
qualche cucchiaio di pistacchi tritati
melograno 1

Iniziate la realizzazione della torta partendo dalla geleè di mela e melograno. Mettete i fogli di gelatina in ammollo in acqua fredda.
In un pentolino scaldate metà della mousse di mela e melograno con lo zucchero, fino a quando si sarà sciolto. Togliete il composto dal fuoco, aggiungete la colla di pesce e dissolvetela completamente.
Aggiungete il resto della mousse e disponetela in uno stampo da 20 cm di diametro ricoperto con della carta forno, mettete a  congelare nel freezer.
Preparate ora la base della torta sbiciolando finemente i biscotti e incorporando il burro fuso. Disponete il composto ottenuto in uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro, precedentemente ricoperto da carta forno, pressate per bene con il dorso di un cucchiaio e ponete in frigorifero.
Quando vi sarete assicurati che la geleè si è ormai solidificata, passate alla realizzazione della crema per la torta.
Mettete in ammollo la colla di pesce in acqua fredda e sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco.
In una ciotola lavorate la ricotta con lo zucchero fino a quando sarà diventata morbida e cremosa, aiutandovi magari con delle fruste, aggiungete gradatamente il cioccolato fuso tiepido e mescolate con cura.
Scaldate brevemente il latte e sciogliete la colla di pesce ammorbidita e strizzata, incorporate alcune cucchiaiate di crema alla ricotta, mescolate e incorporate, quindi, la colla di pesce al resto del composto di ricotta e cioccolato.
Da ultimo alleggerite la crema di ricotta con la panna che avrete precedentemente montato, facendo attenzione a non smontarla.
Prendete la base di biscotti, stendete un primo strato di crema, posizionate la geleè di mousse di mela e melograno, completate con la crema rimasta, livellando con cura.
Ponete in frigorifero per almeno 3-4 ore, meglio per tutta la notte. Quando la torta risulterà rassodata, ricopritela con la rimanente panna montata, lisciate la superficie e decorate a piacere con pistacchi e melograno fresco.


http://www.adchini.it/it/prodotti-ad-chini/dolci-al-cucchiaio-e-dessert-di-frutta/mousse-di-frutta-ad-chini/La mousse di frutta Ad Chini è una vellutata naturale al 100%, composta solo da pura frutta selezionata, privata di scorze e semi.
Mele Golden Delicious senza conservanti né coloranti, senza zuccheri aggiunti.

Nella versione mela e melograno il prodotto è composto dall' 80% di purea di mela e dal 20% di purea concentrata di melograno.
AD CHINI logo


Cioccolato

Putizza bianca all'olio extravergine d'oliva

mercoledì, ottobre 30, 2013


Alcune settimane fa ho ricevuto un invito per partecipare a "ExtraDOLCEMENTE", un'iniziativa organizzata da "Dolcemente Pisa", per la quale veniva richiesto di proporre una ricetta dolce, che prevedesse l'impiego dell’olio extravergine d’oliva.
Ho scelto di partecipare, perché mi sembrava una sfida interessante, posto che vivo in una zona in cui buona parte delle preparazioni dolci prevedono l’impiego del burro.
Uno dei dolci "storici" della zona è la Putizza, dolce tipico a pasta lievitata, farcito con frutta secca e cioccolato, che tradizionalmente viene avvolto a chiocciola.
Il dolce, caratteristico delle giornate di festa, ha numerose versioni legate alle diverse tradizioni familiari, ma indubbiamente l’utilizzo del burro è una costante.
Ho pensato a una variante utilizzando per la sua realizzazione un olio extravergine del territorio, il Macké dell’Azienda Parovel, che ha la sua sede nel comune di S.Dorligo, in provincia di Trieste.
Il Macké è un fruttato medio, composto da Bianchera–Belica 10%, autoctona della provincia di Trieste, Leccino 50%, Pendolino 10%, Leccio del Corno 20% e Maurino 10%.
E' un olio equilibrato con sensazione iniziale di dolce, amaro e piccante di media intensità.
L'olio, quindi, va a sostituire nella ricetta il burro nell'impasto e arricchisce anche la farcitura.
In questo caso il ripieno diventa bianco per la presenza della ricotta e del cioccolato bianco, che assieme alle scorze d'arancia candite, le mandorle, i pinoli e le nocciole completano un dolce veramente goloso e sempre perfetto per le feste, magari come accompagnamento a una tazza di caffè o di tè.



Putizza bianca all'olio extravergine d'oliva
Ingredienti per una putizza di 26 cm di diametro circa
Per la pasta lievitata
lievito di birra 20 gr
farina 0 250 gr
farina 00 250 gr
zucchero 50 gr
latte alcuni cucchiai
olio extravergine d'oliva 80 gr (io ho scelto il MACKE’ dell'Azienda Parovel)
tuorli d'uovo 3
buccia di mezza arancia
latte intero 380 ml
chiare a neve 2
pizzico di sale di Pirano

Per la farcia
cioccolato bianco 150 gr
ricotta vaccina 300 gr
zucchero 40 gr
uova 2
olio extravergine d'oliva 25 gr (io ho scelto il MACKE’ dell'Azienda Parovel)
nocciole tritate 20 gr
pinoli 20 gr
mandorle tritate 40 gr
scorze d'arancia candite 40 gr
biscotti sbriciolati 4 cucchiai
buccia di mezza arancia
pizzico di sale di Pirano

Sciogliete il lievito in qualche cucchiaio di latte tiepido, aggiungete lo zucchero e la farina necessaria a ottenere una pastella morbida, che coprirete e terrete al caldo fino al raddoppio.
Nel frattempo lavorate i tuorli d'uovo, aggiungete la buccia d'arancia, un pizzico di sale, la farina, la pastella lievitata, l'olio a filo e infine il latte tiepido necessario a ottenere un composto nè troppo denso nè troppo morbido. Se lo ritenete necessario aggiungete ancora un po' di latte tiepido.
Lavorate la pasta a lungo, potete ovviamente aiutarvi con una planetaria. Completate l'involucro esterno del dolce aggiungendo le chiare montate a neve, create un panetto, che coprirete con pellicola trasparente e riporrete nella parte bassa del frigorifero per tutta la notte.
L'indomani mattina, fate alcune pieghe alla pasta: schiacciatela leggermente su un piano infarinato e portate i lembi esterni verso il centro, ridando al panetto una forma rotonda, coprite e fate lievitare per un'altra ora.
Nel frattempo preparate il ripieno: fate sciogliere a bagnomaria la metà del cioccolato bianco e mettetelo da parte. 
Montate i tuorli con lo zucchero, fino a quando saranno diventati spumosi, aggiungete la ricotta, l'olio d'oliva, la buccia d'arancia, un pizzico di sale, il cioccolato fuso ormai tiepido e lavorate fino a quando otterrete una crema, all'ultimo incorporate le chiare montate a neve.
Trascorso il tempo di lievitazione, stendete la pasta in un rettangolo non troppo sottile (35 cm x 30 cm), cospargete con i biscotti sbriciolati, distribuite il composto di ricotta e cioccolato, proseguite con la frutta secca (nocciole, mandorle, pinoli), le scorzette d'arancia e il cioccolato rimasto tagliato a pezzetti. Arrotolate la pasta, come fosse uno strudel e datele poi una forma a chiocciola.
Trasferite la putizza all'interno di uno stampo a cerniera rotondo, ricoperto da carta forno, e fate lievitare per un'ulteriore mezz'ora. Spennellate il dolce con un po' di latte e zucchero prima di porlo nel forno già caldo.
Cuocete per 50 minuti- un'ora a 180° nel ripiano centrale del forno con funzione statico e prima di toglierlo dal forno fate la prova dello stecchino.Se dovesse colorire troppo, copritela con dell'alluminio.
Sfornate, cospargete con ancora un po' di latte e zucchero e lasciate raffreddare.



Cheesecake

Cheesecake alle pesche e mirtilli cotta al forno

mercoledì, agosto 01, 2012


Come ho già detto in altre occasioni, apprezzo moltissimo tutti i dolci a base di formaggio, soprattutto di ricotta, e non perdo occasioneper provarli.
Questa volta questa ho adattato la ricetta di una cheesecake cotta al forno di Rachel Allen. Ho cambiato il formaggio, seguito il suo consiglio di utilizzare qualsiasi tipo di frutta reperibile in casa, e  il risultato è stata una torta perfetta per l'estate, buona, fresca, e facile da preparare: in una parola, fantastica! Ho pensato di accompagnarla con un cucchiaio di yogurt greco e una coulis di pesca.
In casa l'abbiamo apprezzata tutti, e mio marito sostiene che il giorno dopo il sapore fosse ancora migliore. Io non saprei dirvelo, perché ho “abbandonato” marito e cane a casa, e me ne sono andata al mare per qualche giorno con  la Camilla ;-)

Cheesecake alle pesche e mirtilli
Ingredienti per 10-12 persone (stampo rotondo a cerniera di 24 cm di diametro)
biscotti 175 gr
burro 75 gr
frutta mista mirtilli e pesche 175 gr
ricotta 450 gr
zucchero 150 gr
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
uova medie 4
zucchero a velo
Per accompagnare yogurt greco e coulis di pesca (facoltativo)

Preriscaldate il forno a 180°. Imburrate le pareti di uno stampo rotondo, a cerniera, da 24 cm di diametro e foderate il fondo con un foglio di carta forno.
Tritate i biscotti, mescolateli con il burro fuso e appiattite il composto sulla base dello stampo, riponete in frigorifero.
In una ciotola sbattete la ricotta, con lo zucchero, la vaniglia e le uova fino a quando avrete ottenuto un composto cremoso e ben amalgamato.
Pelate le pesche e tagliatele a cubetti, distribuitele sulla base della torta e unite quindi i mirtilli, coprite con il composto di ricotta e cuocete per 40-45 minuti, fino a che la torta si sarà rappresa e risulterà lievemente dorata.
Sfornate, fate raffreddare per 10 minuti, quindi con delicatezza passate la lama di un coltello tra il dolce e le pareti dello stampo in modo da staccarlo. Estraetelo e fatelo raffreddare completamente su un piatto da portata. Il dolce può essere conservato in frigorifero per alcuni giorni, ma abbiate l'accortezza di tenerlo a temperatura ambiente per un po' prima del consumo, poiché il gusto ne guadagna.
Se vi va, potete decorare il dolce con altra frutta fresca e cospargerlo con dello zucchero a velo.

NOTE: per la coulis di pesca ho frullato una pesca con qualche goccia di succo di limone e un paio di cucchiaini di zucchero a velo.

Agretti

Gnudi con agretti, aromatizzati al limone - gnocchi di ricotta senza uova

giovedì, aprile 26, 2012


Qualche tempo fa vi avevo parlato di alcuni piatti assaggiatia Identità Golose, tra questi forse ricorderete gli gnudi proposti da Stevie Parle, giovane cuoco inglese di grande talento.
Devo ammettere che il piatto, pur essendo italiano, era per me una novità e il sapore mi ha conquistata.
Da una successiva breve ricerca, ho capito che la versione proposta dal cuoco inglese viene da noi generalmente indicata con il nome di “palle di neve”, mentre gli gnudi originali sono solitamente preparati con la ricotta e gli spinaci.
Il piatto è semplicissimo: seguendo le indicazioni raccolte durante il convegno milanese, queste sfere di ricotta ricevono solo una lieve aromatizzazione conferita dalla buccia di limone. Il condimento è anch'esso all'insegna della sobrietà: un giro d'olio extravergine di qualità e degli agretti appena scottati.
Quando, qualche giorno fa, ho trovato un bel mazzetto di agretti dall'ortolano, ho capito che era arrivato il momento di provare il piatto. E così eccolo qua !

Gnudi con agretti, aromatizzati al limone
Ingredienti per circa 12 gnocchi grandi
ricotta vaccina 500 gr
la buccia di un limone non trattato
parmigiano reggiano qualche cucchiaio
agretti un mazzetto
sale
pepe
semola di grano duro
olio extravergine di oliva

Fate sgocciolare la ricotta, affinché perda l'eventuale liquido in eccesso. In una ciotola mescolatela con del sale, un pizzico di pepe, la buccia di limone grattugiato e il parmigiano.
Create, con l'aiuto di un cucchiaio delle sfere, che passerete nella semola e disporrete quindi su un piatto già cosparso di semola. Coprite gli gnocchi con dell'altra semola e mettete a riposare, al fresco, per alcune ore, meglio ancora per tutta la notte.
Quando è il momento di servire, sbollentate le barbe di frate, per alcuni minuti, in una pentola capiente con acqua bollente, salata, e mettetele da parte.
Nella stessa acqua in cui avete cotto la verdura, cuocete gli gnocchi. Quando verranno a galla, scolateli, distribuiteli nei piatti, conditeli con gli agretti e dell'olio extravergine d'oliva.

Cucinare in anticipo

Dacquoise alla crema di ricotta e frutti rossi

lunedì, marzo 26, 2012


Lo so, ultimamente i dolci abbondano su questo blog, ma ad esser franchi sono in un tentativo di dietina detox, sicchè le uniche cose degne di nota che preparo sono i dolci per i pranzetti da weekend, da offrire alla famiglia allargata.
Questa torta nasce dall'esigenza di eliminare una base di dacquoise che avevo nel congelatore. 
Qualche tempo fa avevo seguito la ricetta di Montersino per realizzare la base di una torta, ma non se per distrazione o che, la quantità di dacquoise prodotta è stata veramente abnorme, tanto che ne ho fatto delle scorte. Quel giorno, mentre siringavo circoli di impasto sulla teglia, dalla mia bocca non sono uscite proprio delle paroline gentili, ma ad esser franca la cosa alla fine non è stata neppure un male: avere una base così, pronta nel freezer, ti permette di realizzare un bel dolce in minimo tempo.
Per la crema, ho pensato ad una torta che adoro: la torta alla crema di ricotta servita in Trentino Alto Adige. Velocissima da realizzare, ha una consistenza cremosa, morbida e fresca.: una decorazione di frutta e il dolce è pronto.
Ve la propongo perchè è piaciuta proprio a tutti, e perchè, secondo la mia opinione, può tornare utile anche per le prossime feste pasquali, magari decorandola anche solo con le fragole, secondo il vostro gusto. Anche questa torta rientra nella schiera dei dolci pratici, che potete preparare in anticipo di un giorno e conservare in frigo, tanto per renderci la vita un po' più facile.

Dacquoise alla crema di ricotta e frutti rossi
Ingredienti per una torta da 20 cm di diametro
Per la dacquoise alle mandorle
( tratto da “Peccati di Gola” di L. Montersino)
albumi 200 gr
zucchero 125 gr
farina di mandorle 190 gr
farina 00 50 gr
zucchero 140 gr

Per la crema di ricotta
ricotta 500 gr
zucchero 150 gr
succo di limone 3 cucchiai
scorza di limone
fogli di gelatina 6
panna 375 ml
latte 3 cucchiai
frutta per decorare
mandorle a lamelle tostate 3-4 cucchiai
zucchero a velo

Per la base, montate gli albumi con 125 gr di zucchero. Frullate in un mixer la farina di mandorle, la farina e il rimanente zucchero. Mescolate dal basso verso l'alto la meringa con le polveri, delicatamente per non smontare il composto.
Prendete una teglia e rivestitela con della carta da forno. Tracciate sul foglio un cerchio di 22 cm con un pennarello, capovolgete il foglio in modo che il cerchio tracciato col pennarello non rimanga a contatto con gli alimenti.
Con una sac à poche formate il primo disco sulla carta da forno, partendo dal centro e procedendo verso l'esterno.
Cuocere in forno a 180° per 15 minuti a forno leggermente aperto (potete usare un mestolo di legno per tenerlo socchiuso).
Con questa dose otterrete più basi di quante ve ne servano, ma potete benissimo congelare i dischi in eccesso, dopo averli cotti e sigillati con della pellicola trasparente, per un successivo utilizzo. Ho dimezzato la dose di Montersino, quindi dovreste ottenere la vostra base da 22 cm, più almeno altre 2 da 20 cm, ma le dimensioni ve le potete giocare come meglio credete.

Per la crema sbattete in una ciotola con delle fruste la ricotta con lo zucchero e la vaniglia, il succo e la scorza di limone grattugiata.
Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda e scioglietela quindi nel latte caldo.
Montate la panna ben soda. Mescolate la gelatina a qualche cucchiaiata di ricotta, e aggiungetela al resto della ricotta. Completate la crema incorporando, delicatamente, la panna, al composto di ricotta.
Foderate la base di uno stampo apribile da 20 cm con della carta forno, rifilate il disco di dacquoise, distribuite la crema di ricotta e livellatela. Fate compattare la torta in frigorifero per 5-6 ore, meglio per tutta la notte.
Una volta che la torta si è rassodata, toglietela dallo stampo, decoratela con la frutta e le mandorle tostate, e conservatela poi in frigorifero fino al momento di servirla.
All'ultimo date una spolverata di zucchero a velo.

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